Economia

sabato 8 Agosto, 2026

Pil, ecco cosa dicono le stime di Confercenti: il Trentino – Alto Adige sarà la regione che crescerà di più (trainata da Bolzano)

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Il capoluogo altoatesino avrà la crescita più elevata d'Italia, mentre fatica la Valle d'Aosta. Ma l'inflazione morde

Il Trentino-Alto Adige si prepara a essere la regione italiana con la crescita economica più sostenuta nel 2026. È quanto emerge dalle stime del Cer per Confesercenti, elaborate sulla base delle più recenti previsioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio, che indicano una crescita del Pil italiano dello 0,9% nell’anno in corso.

Secondo le stime, il Trentino-Alto Adige raggiungerebbe una crescita del Pil dell’1,7%, davanti a Lazio e Toscana, entrambe all’1,2%. Seguono Emilia-Romagna, Basilicata e Liguria con una crescita stimata dell’1,1%.

Un quadro che conferma però una forte differenza tra i territori. In fondo alla classifica si trova la Valle d’Aosta, preceduta dalla Calabria, quasi ferma allo 0,1%, e dal Molise, allo 0,5%. Tra la regione con la crescita più elevata e quella con la performance peggiore lo scarto arriva così a 1,6 punti percentuali.

Bolzano al primo posto tra i capoluoghi

Le differenze territoriali emergono ancora più chiaramente osservando i dati relativi ai capoluoghi. Bolzano è la città italiana con la crescita stimata più elevata, con un Pil previsto in aumento del 1,7%, davanti a Roma e Milano, entrambe all’1,6%.

Confesercenti sottolinea tuttavia come il dato debba essere letto anche alla luce delle diverse dimensioni economiche dei capoluoghi: Bolzano ha infatti un peso economico molto più contenuto rispetto a Roma e Milano, che insieme rappresentano oltre il 20% del Pil nazionale.

All’estremo opposto della graduatoria si trova Reggio Calabria. Nel Mezzogiorno spicca invece Napoli, con una crescita dell’1,5%, nettamente superiore alla media dell’area, stimata allo 0,8%. Bari si ferma all’1,3%.

…ma l’inflazione pesa

Il quadro cambia sul fronte dell’inflazione. Secondo le stime Cer per Confesercenti, anche l’andamento dei prezzi presenta forti differenze territoriali.

A guidare la classifica è Reggio Calabria, con un’inflazione stimata al 4,3%, seguita da Napoli al 3,5%. Bolzano e Roma sono entrambe al 3,4%, mentre Bari e Palermo si attestano al 3,2%.

Sul fronte opposto, gli aumenti più contenuti sono previsti a Campobasso, all’1,7%, Potenza all’1,9% e Firenze al 2%.

«I numeri danno qualche soddisfazione: le previsioni sul Pil migliorano e l’inflazione resta, nella media nazionale, sotto la soglia del 3%», commenta il presidente di Confesercenti Nico Gronchi. «Resta il fatto che i territori viaggiano a velocità molto diverse tra loro, anche all’interno delle stesse aree amministrative».

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