Trento

venerdì 7 Agosto, 2026

Il circolo Redicoi Reversi chiude (temporaneamente) e cerca un’altra sede: «In battaglia contro il condominio, siamo stati multati per il rumore nonostante i lavori di insonorizzazione»

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Il presidente Fausto Bonfanti: «Non poter fare eventi ci ha tagliato la fonte di sostentamento. Avremmo il permesso fino alle 23: l'amministratore conta più del sindaco»

La notizia ha colto di sorpresa anche alcuni tra i soci storici: da qualche giorno ha chiuso la sede in via San Martino del circolo «Redicoi Reversi e Policarpi», peculiare realtà trentina attiva da decenni. Non un addio, ma un’arrivederci, spiega ora il presidente Fausto Bonfanti.

«Non ci vorrà molto – assicura – aver lasciata la nostra storica sede è il frutto di una situazione particolare che trova la sua origine circa un anno fa, quando su pressione dell’Assemblea Condominiale, ci è stata tolta la possibilità di fare eventi, bloccando quella che per noi era la principale fonte di finanziamento. Da quel momento sono iniziati i problemi e secondo l’ordinanza di stop agli eventi, noi avremmo potuto riprendere quell’attività solo dopo una serie di lavoro di insonorizzazione. Da segnalare pure che in quei giorni abbiamo ricevuto anche una serie di multe da parte dell’Amministrazione del Condominio per disturbo degli inquilini, multe per circa 2000 euro. Ecco che difronte al nostro stupore abbiamo scoperto che, su indicazione dell’Assemblea, l’Amministratore di Condominio può fare multe ad un condomino che viola il regolamento condominiale dove si indica il silenzio dopo le 22 e questa anche se l’evento ha l’autorizzazione comunale inclusa di deroga acustica fino alle 23. Incredibile ma vero, l’Assemblea Condominiale conta di più del Comune».

Una situazione, sostiene il presidente del circolo, che in un primo tempo non li ha fermati. «Ma anche difronte a una situazione a dir poco assurda e preoccupante decidemmo di andare avanti, visto che non stavamo facendo nulla di male. Tornando, invece, al verbale di stop agli eventi, dopo averne preso visione e valutato le cose, abbiamo deciso di avviare, a nostre spese (fra mille sacrifici, determinante sottoscrizione dei soci e prestiti) un piano di lavori finalizzati all’insonorizzazione. Prima muri e soffitto, ma poi, non ritenuto sufficiente per avere il nullaosta, abbiamo avuto anche l’indicazione degli infissi con l’aggravio di costi e dove fra l’altro non era garantito che a fine lavori sarebbe stato possibile riprendere le attività. Dopo mille altre vicissitudini e complicazioni, ora, dopo aver speso oltre 1.200  euro a questo punto per niente, ci è stato comunicato che il Condominio avrebbe ostacolato, multato e impedito ogni futuro evento anche con l’insonorizzazione completata. Insomma programmazione bloccata per sempre e minaccia di multe, sanzioni e denunce ad ogni eventi, un clima invivibile da caccia alle streghe. Ecco che difronte a tutto ciò, ci siamo trovati costretti a chiudere con la prospettiva di spostarci.

Nell’ultimo anno il circolo ha comunque assicurato un ricco programma: 81 concerti e performance musicali, 22 spettacolo fra teatro, cabaret e poesia, 41 incontri conferenze presentazione libri, 12 mostre, attuazione del progetto “Le Cene dell’Altro mondo” con cene a tema fra musica e cibo.

«Ora senza eventi, con le sole entrate di bar e pranzi per soci, non riusciamo più a coprire nemmeno i conti vivi – afferma sconsolato Bonfanti -. E tutto questo proprio alla vigilia della Grande Festa per i 70 anni di vita, prevista per ottobre prossimo. Ribadiamo comunque che non è nostra intenzione buttare via 70 anni di storia: certo si apre una nuova fase e priorità sarà la ricerca di una sede, che costi di meno e che ci permetta di vivere con la nostra identità storica, affrontare questa emergenza finanziaria, incontrarci con vari soggetti come il Comune e la Provincia e magari ripartire proprio dalla Festa dei 70 anni. In conclusione ci preme specificare che al locale non è stato messo nessun sigillo e che il nostro arredamento e le nostre cose interne non sono sottoposte a nessun sequestro e questo sia per rispetto della verità che per tranquillizzare il cortese proprietario dell’Ex Osteria di San Martino che ospita provvisoriamente parte dei nostri materiali. Certo grande è la tristezza che ci avvolge, la stessa di quando il Circolo dovette spostarsi dalla sede del Bar dei Cavai, ma faremo di questa stimolo per continuare a scrivere e garantire il futuro di un Circolo storico e prezioso per quei tanti e non solo, redicoi reversi e policarpi che ci accompagnano da 70 anni»

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