Val di Non
martedì 4 Agosto, 2026
Morte di Mattia Maestri: ci sarà l’inchiesta per il bambino colpito da Seu dopo aver mangiato del formaggio a latte crudo. Disposta anche l’autopsia
di Redazione
Il padre non ha mai smesso di chiedere chiarezza. E ora l'ipotesi è di omicidio colposo
La Procura di Trento ha aperto un fascicolo per omicidio colposo per la morte di Mattia Maestri, il tredicenne deceduto domenica dopo nove anni in stato vegetativo irreversibile permanente dopo avere consumato del formaggio a latte crudo contaminato da escherichia coli.
Il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli ha anche disposto gli esami autoptici. «Quello che è successo a mio figlio non deve succedere ad altri bambini ma senza una sentenza sarei costretto a tacere», disse il papà Giovanni Battista all’indomani della pronuncia della Cassazione che confermò la condanna per lesioni gravissime a carico dell’ex presidente e del casaro del caseificio di Coredo, in Val di Non, dove era stato acquistato il formaggio.
I legali dei genitori, Paolo Chiariello e Monica Cappello, hanno confermato che stanno per presentare una denuncia per omicidio colposo con l’aggravante della colpa cosciente.
Mattia Maestri è morto domenica scorsa dopo aver trascorso gran parte della sua vita in come vegetativo. Era il 4 giugno 2017 quando il piccolo, all’età di 4 anni, mangiò del formaggio a latte crudo prodotto nel caseificio di Coredo. Quel formaggio era però contaminato dal batterio Escherichia coli Stec, che provocò al bambino la sindrome emolitico-uremica a causa del rilascio di una tossina letale. Da quel momento Mattia ha vissuto, grazie alle macchine, per altri nove anni, ma lo ha fatto in stato vegetativo. La mamma ha lasciato il lavoro per dedicarsi interamente alla cura del piccolo, mentre il padre è diventato un attivista, portando avanti una battaglia per sensibilizzare sulla pericolosità del formaggio a latte crudo. Lunedì scorso la comunità si è stretta attorno al dolore della famiglia per l’ultimo saluto a Mattia nella chiesa parrocchiale di Coredo, attraversata da una lunga coda di gente di ogni età.
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