Il caso
lunedì 3 Agosto, 2026
Legge elettorale: parità di genere a rischio in Trentino-Alto Adige. Ferrari (Pd): “Ecco l’emendamento correttivo”
di Redazione
La deputata trentina: "Quote al 50% e 50%. Ora la destra dimostri che è stato un errore"
La deputata Sara Ferrari chiede di reintrodurre le garanzie per l’equilibrio di genere nei collegi del Trentino-Alto Adige stravolti dal Melonellum, la legge elettorale in corso di approvazione al Senato, dopo aver già ricevuto l’ok della Camera: «La maggioranza dimostri che non è stato un errore voluto».
Il Partito democratico presenterà un emendamento alla riforma della legge elettorale per reintrodurre il principio della parità di genere nelle candidature dei collegi del Trentino-Alto Adige. Ad annunciarlo è la deputata Sara Ferrari, che chiede di correggere quella che definisce una grave lacuna del testo attualmente all’esame del Senato.
Secondo Ferrari, la nuova legge elettorale avrebbe eliminato le misure di riequilibrio di genere previste per le candidature nei dieci collegi uninominali della regione, determinando un arretramento rispetto ai principi sanciti dall’articolo 51 della Costituzione, che impegna la Repubblica a promuovere le pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive.
«Le donne elette nel Parlamento italiano sono oggi circa il 30%, sia a destra che a sinistra. Nella legge elettorale che Meloni ha voluto in fretta e furia, riscritta tre volte per rischio incostituzionalità, sono saltate le misure di riequilibrio di genere per le candidature nei dieci collegi uninominali della Regione Trentino-Alto Adige», afferma la parlamentare dem.
L’emendamento del Pd propone di introdurre un criterio di perfetta parità, prevedendo un uguale numero di candidature maschili e femminili sia nelle liste proporzionali sia nei collegi uninominali. «Vogliamo introdurre il principio del 50%-50%, superando anche il concetto di quota, che finora ha perpetuato il privilegio del genere più rappresentato, quello maschile, di occupare fino al 60% dei posti», spiega Ferrari.
La deputata rivolge quindi un appello alla maggioranza di centrodestra. «Presenti a sua volta un emendamento, se davvero si è trattato di un errore», sostiene, invitando anche tutti i parlamentari del Trentino-Alto Adige a sostenere la modifica.
Infine Ferrari chiama in causa le Commissioni provinciali per le pari opportunità di Trento e Bolzano, le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria e tutte le realtà impegnate sul fronte dell’uguaglianza di genere, chiedendo una mobilitazione affinché «il nostro territorio non si distingua negativamente dal resto del Paese con questo passo indietro nel percorso verso la democrazia paritaria».
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