Salute

martedì 5 Maggio, 2026

Rovereto, è caccia al medico di base: in seimila rimasti senza dottore, tempi d’attesa di un mese. Cia: «È mancata la programmazione»

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Interrogazione del consigliere di Forza Italia: «Situazione nata dopo quattro pensionamenti»

Il consigliere provinciale Claudio Cia (Forza Italia) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per fare luce sulle criticità registrate allo sportello dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino di Rovereto, in particolare nella gestione del cambio del medico di medicina generale dopo i pensionamenti.

Secondo quanto segnalato, si sarebbero verificati tempi di attesa anche superiori a un mese per una procedura amministrativa relativamente semplice, con ulteriori difficoltà legate all’utilizzo della piattaforma digitale TreC, soprattutto per utenti in condizioni di fragilità o con disabilità.

Nella risposta fornita in Aula, l’azienda sanitaria ha ricondotto i disagi ai quattro pensionamenti di medici di base avvenuti nei primi mesi dell’anno in Vallagarina, che hanno comportato la gestione di circa 6.000 richieste di scelta del medico.

Una spiegazione che, secondo Claudio Cia, non esaurisce però le criticità emerse. «Se i pensionamenti erano prevedibili, come indicato nella stessa risposta, allora serviva una programmazione adeguata», osserva il consigliere, sottolineando come la situazione non possa essere considerata un evento imprevedibile.

Un secondo elemento riguarda l’organizzazione del servizio e la comunicazione verso l’utenza. «Se molti cittadini si recano allo sportello pensando di trovare più opzioni rispetto all’online, ma poi scoprono che non è così, emerge un problema di orientamento», evidenzia Cia.

Non si tratterebbe quindi soltanto di una carenza di medici, ma anche di un sistema che, secondo il consigliere, non accompagna in modo chiaro i cittadini nelle procedure disponibili.

Particolarmente delicato il tema delle persone fragili. Nella risposta dell’azienda sanitaria viene precisato che non esistono norme che consentano priorità nella scelta del medico in base a condizioni sanitarie o sociali. Un aspetto che Cia considera solo parzialmente risolutivo.

«Resta aperta la questione degli strumenti organizzativi per supportare le persone più fragili», sottolinea, evidenziando la necessità di garantire un accesso ai servizi realmente adeguato per tutti.

«L’interrogazione non nasce per fare polemica, ma per verificare se i disagi segnalati trovino riscontro e quali soluzioni si intendano adottare», conclude Claudio Cia.

Secondo il consigliere, la risposta fornita dall’azienda sanitaria conferma la presenza di criticità legate a programmazione, organizzazione e accompagnamento dell’utenza, temi che richiedono interventi mirati e tempestivi.