Polemica
martedì 24 Febbraio, 2026
Olimpiadi, la denuncia dei sindacati: «Lavoratori sfruttati 12 ore al giorno per 8 euro l’ora, cambi di alloggi continui e poca trasparenza»
di Redazione
Le sigle lamentano il mancato rispetto degli accordi presi con la Fondazione Milano Cortina prima dei Giochi
Promosso lo spettacolo, promossa l’organizzazione, promossi i risultati sportivi, bocciate le condizioni di chi ha lavorato. I sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs del Trentino criticando duramente quelle che sono state le condizioni degli addetti che hanno lavorato allo svolgimento dei Giochi Olimpici in val di Fiemme: «Persone, spesso giovani e provenienti anche da tutta Italia, a cui è stato chiesto di lavorare dodici ore al giorno per otto euro netti l’ora, comprensivi di tredicesima, quattordicesima e Rol – si legge nella nota – A questi si aggiungevano 20 euro di diaria. Assunti tramite un annuncio sui social, contattati solo attraverso gruppi Whatsapp, alcuni di loro si sono visti anche licenziati tramite un messaggino Whatsapp dalla sera alla mattina».
Le sigle lamentano il mancato rispetto di un protocollo siglato con la Fondazione Milano Cortina prima dell’inizio dei Giochi: «Chiarezza e trasparenza è quanto è mancato fin dall’inizio – tuonano i segretari Luigi Bozzato, Fabio Bertolissi e Vassilios Bassios – E’ stato impossibile visitare i luoghi di lavoro, è stato impossibile comprendere quali contratti siano stati applicati realmente e se siano stati applicati anche i contratti di secondo livello territoriali, come prevedeva l’accordo. Per noi è stato impossibile anche conoscere quali aziende gestiscono gli appalti, a parte il caso della ristorazione collettiva, in cui Serenissima Ristorazione, dopo una prima Vdc, non ha più dato riscontro alla richiesta di firmare un Verbale di accordo. Abbiamo scoperto in questi giorni che i servizi di vigilanza sono gestiti da One Group, una società che recluta il personale sui social, non chiarisce quale contratto applica e fa lavorare gli addetti alle temperature gelide di queste settimane dalle 8 alle 20 tutti i giorni».
Il comunicato riporta anche delle testimonianze dirette: «Alcuni lavoratori hanno raccontato di aver avuto solo due riposi in quattro settimane di lavoro – si legge – A tutti è stato chiesto, anche se lavoravano in esterno con temperature rigide, di portarsi il proprio abbigliamento invernale/da neve e solo dopo due settimane di lavoro sono state fornite una giacca e uno scaldacollo. Le ore di lavoro erano otto, ma il tempo speso è sempre stato maggiore perché per raggiungere l’alloggio, con un servizio navetta, si partiva anche un’ora prima per poi aspettare di entrare in turno. Anche sugli alloggi disorganizzazione massima. Ai lavoratori e alle lavoratrici la One Group forniva un alloggio, ma in più casi queste sistemazioni sono cambiate due, tre volte obbligando a traslochi all’ultimo minuto».
L’appello delle organizzazioni è quindi a cambiare rotta in vista delle Paralimpiadi che si terranno a marzo: «Di certo oggi ci sono persone che si sono viste lasciate a casa con un mese d’anticipo, per ipotetiche riduzioni di personale, che non trovano riscontro – concludono i sindacati – Ma ciò che è più grave è che i lavoratori non vengono informati, come prevede la normativa, così non possono far valere i loro diritti. Le Olimpiadi potevano essere anche un’occasione per raccontare un’altra storia sul lavoro in appalto, invece anche in questo caso si preferisce lasciare questi addetti ai margini. Tra meno di due settimane cominciano le Paraolimpiadi. Ci auguriamo che la Fondazione cambi atteggiamento nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori».