I voti
domenica 22 Febbraio, 2026
Un’Olimpiade da ricordare: ecco le pagelle del T ai protagonisti trentini dei Giochi
di Simone Casciano, Tommaso Di Giannantonio, Gianfranco Piccoli e Angelo Zambotti
Deromedis da «diesci», il pattinaggio stellare e il curling che poteva fare meglio
Tante medaglie e molte buone prestazioni. È sicuramente positivo il bilancio della spedizione trentina alle Olimpiadi di casa. Il gruppo, forte di 35 atleti, è riuscito a portare a casa 14 medaglie tra cui brillano l’oro individuale di Simone Deromedis e quelli a squadre di Giovannini e Malfatti nell’inseguimento e di Pietro Sighel, Thomas Nadalini e Chiara Betti nelle staffetta mista short track.
È il momento allora di dare un voto a tutti i trentini protagonisti dei Giochi a 5 cerchi.
Short Track
Pietro Sighel: 8 Se si porta a casa un oro e un bronzo non si può prescindere da un ottimo voto. Chiaro che su Pietro però le aspettative erano alte anche per le gare individuali. La sfortuna, e soprattuto numerose decisiono arbitrali discutibili, non hanno permesso al velocista di Pinè di esprimere tutto il suo potenziale.
Thomas Nadalini: 8,5 Stesse medaglie di Sighel con meno aspettative per le gare individuali, dove anche lui è stato penalizzato. E poi una presenza davanti ai microfoni genuina e simpatica, che lo ha reso uno degli azzurri più divertenti in zona mista.
Chiara Betti: 9 Un oro e un argento, rispettivamente nella staffetta mista e femminile, raccontano di una velocista di talento che porta sempre a casa la sua frazione. Nelle gare individuali ha ancora margini di crescita.
Arianna Sighel: 8,5 Anche lei protagonista dell’ottima Italia di argento nella staffetta femminile, si regala anche la finale nei 1.500 metri confermando la sua crescita.
Pattinaggio di figura
Lara Naki Gutmann: 9 Nel bronzo dell’Italia c’è molto del talento della pattinatrice roveretana che fa segnare il terzo punteggio nel programma corto femminile e il quarto in quello libero. Un programma corto complicato ne pregiudica la prestazione in una gara individuale che però ne conferma il talento cristallino. Il tributo-ricordo a Matilda Ferrari racconta l’attenzione e lo spirito gentile di questa campionessa.
Biathlon
Tommaso Giacomel: 7,5
C’è molto del biatleta di Imer nell’argento del biathlon nella staffetta mista. Un successo che sembrava essere il preludio a un Olimpiade ricca di soddisfazioni per Giacomel. Invece l’azzurro è affondato nella neve di Anterselva, quasi mai in gara per il podio, fino al ritiro nella mass start di venerdì quando era in testa. Il talento c’è, il tempo per rifarsi anche. Forza Tommaso.
Elia Zeni: 7 Bene nella 20 chilometri del biathlon, più in difficoltà nella sprint. Può crescere.
Pattinaggio di velocità
Andrea Giovannini: 9,5 Colonna nel terzetto che ha riportato, vent’anni dopo Torino 2006, l’Italia sul trono olimpico del team pursuit, bronzo nella mass start: per il pinetano sono stati i Giochi della consacrazione, anche se rimane un pizzico di amarezza per la «fuga bidone» nella gara di ieri che ha negato il probabile bis dorato da leggenda.
Michele Malfatti: 9 In Valle dei Mocheni è già leggenda, avendo centrato il primo storico oro olimpico della Bersntol: il 31enne di Sant’Orsola Terme non ha sbagliato nulla nel team pursuit, con l’esperienza milanese completata dal 12° posto nei 5000 metri.
Francesco Betti: 6 All’esordio nell’evento più atteso, il perginese ha chiuso al 26° posto i 1000 metri. Compirà 26 anni a fine aprile, quindi potrà alzare l’asticella tra quattro anni in Francia.
Jeffrey Rosanelli: 6,5 Il 27enne di Tenna si è piazzato 17° nei 500 metri: sulla carta sembrerebbe un risultato grigio, ma i soli 56 centesimi di distacco dalla zona podio ben sintetizzano l’equilibrio (primi due, Stolz e De Boo, esclusi) che ha regnato nella gara più breve della disciplina.
Serena Pergher: 8 Quarta a un’inezia (appena 4 centesimi) dal bronzo nei 500 metri, il tutto a soli 21 anni (ne compirà 22 giovedì): il talento di Sant’Orsola Terme ha sfiorato il colpaccio, e la carta d’identità è dalla sua, se si considera che chi ha occupato il podio ha dai 25 ai 31 anni.
Curling
Amos Mosaner: 7 Diciamolo: un po’ di rammarico per non aver bissato l’oro di Pechino c’è, ma Amos, in coppia con Stefania Constantini ha portato a casa un’altra medaglia olimpica (di bronzo) che fa bene al suo palmarès e al movimento del curling in Italia.
Nazionale maschile: 6 Giocavano in casa, con il tifo a favore. Amos Mosaner, Joël Retornaz, Sebatiano Arman e Mattia Giovanella (ovvero l’Italcembra) speravano nella semifinale e avevano le carte in regola per raggiungerla e giocarsi la medaglia. La sensazione è che abbiano perso (di un soffio) un’occasione, ma di fronte avevano le migliori squadre al mondo. Con il sesto posto al round robin hanno comunque migliorato il nono posto di Pechino. La sufficienza la meritano.
Sci di fondo
Simone Daprà: 6.5 Buon 17esimo posto nella 10km e riesce a strappare anche una semifinale nella sprint individuale.
Simone Mocellini: 6 Nella «sua» sprint vola al primo posto ai quarti, ma poi chiude ultimo in semifinale.
Nicole Monsorno: 6 Al suo esordio olimpico, supera le qualificazioni nella sprint, ma poi non brilla in batteria.
Caterina Ganz: 6 Sfiora la finale nella sprint, ma nelle altre gare non appare nelle sue migliori condizioni.
Salto con gli sci
Giovanni Bresadola: 7 Bisogna tornare al 2011 per trovare una prestazione migliore della sua: buon diciannovesimo posto. Peccato per la prestazione sottotono nella gara a squadre.
Annika Sieff: 7 Porta a casa un prezioso tredicesimo posto, il miglior risultato dell’Italia femminile negli ultimi dieci anni. Rimane l’amarezza per il salto nella gara a squadre.
Martina Ambrosi: 6 Un’olimpiade amara (46esima su trampolino normale), ma la sua giovane età le permetterà di raggiungere risultati migliori.
Freestyle
Simone Deromedis: 10 Partiva tra i grandi favoriti, con grande pressione sulle nevi di casa. E, cosa non trascurabile, aveva un’unica cartuccia da sparare, la sfida di skicross di ieri. Il classe 2000 di Taio è stato letteralmente perfetto, dominando in lungo e in largo una gara che è già storia dello sport italiano vista la doppietta con l’orobico Federico Tomasoni.
Andrea Chesi: 6,5 All’esordio ai Giochi, la giovane rendenese ha chiuso la gara femminile di skicross al 23° posto. Ha tempo per migliorare.
Sci alpino
Luca De Aliprandini: s.v. Il noneso di Tuenno, alla quarta esperienza ai Giochi, non ha avuto modo di dire la sua nel gigante di Bormio: perdendo uno sci nella prima manche, ha dovuto abbandonare nella maniera più amara.
Laura Pirovano: 7,5 Sesta nella discesa libera, quinta nel superG, terza nella discesa della combinata: la classe 1997 rendenese ha dimostrato ancora una volta di essere nell’élite della velocità mondiale. Manca soltanto quel maledetto podio…
Martina Peterlini: 6 Il 13° posto nello speciale è grossomodo in linea con i suoi piazzamenti in Coppa del Mondo, ma sulla roveretana pesa l’uscita di scena nella combinata a squadre dopo che Pirovano le aveva consegnato il testimone in terza piazza.
Snowboard
Mirko Felicetti: 7 Dal gigante parallelo ci si attendeva molto, la medaglia non è arrivata con Roland Fischnaller 5°, il moenese settimo e Aaron March nono: va sottolineato che Mirko, portacolori del Cc Aniene, non fa parte di un Gruppo sportivo militare, è di fatto un dilettante e nonostante ciò anche stavolta ha battagliato con i migliori del mondo.
Sofia Valle: 5,5 Per la folgaretana classe 2003 l’importante era esserci, dopo i successi in Coppa Europa: il 32° posto nel parallelo è solo un dettaglio, la aspettiamo in Francia.
Sofia Groblechner: 6,5 Un 16° posto che significa centro classifica nel parallelo: la 22enne di Folgaria può guardare avanti con rinnovato ottimismo.
Marilu Poluzzi: 6 La classe 2004 di Madonna di Campiglio torna a casa con un 24° posto nel big air e il 28° nello slopestyle, specialità che storicamente non regalano molte gioie ai colori azzurri.
Hockey su ghiaccio
Eleonora Bonafini, Martina Fedel e Nadia Mattivi: 7,5 Le tre trentine hanno contribuito a scrivere una pagina storica dell’hockey femminile azzurro, con il 4-1 alla Francia e il 3-2 al Giappone che hanno rappresentato le prime vittorie di sempre ai Giochi. Il cammino italiano si è poi interrotto ai quarti contro le statunitensi, poi laureatesi campionesse olimpiche.