Cronaca

sabato 21 Febbraio, 2026

Fumo acre dal cantiere: bruciavano rifiuti in un bidone, denunciati in due a Borgo

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L'allarme lanciato dai passanti per l'odore di plastica bruciata. I Carabinieri sono intervenuti alla periferia del paese incastrando due operai: ora rischiano grosso per reati ambientali

Quello che sembrava un normale cantiere per la ristrutturazione di un immobile, nella periferia di Borgo Valsugana, si è trasformato in pochi minuti nel teatro di un reato ambientale. Tutto è iniziato quando alcuni passanti, insospettiti da una colonna di fumo chiaro e, soprattutto, investiti da un odore pungente di plastica bruciata, hanno deciso di comporre il numero d’emergenza per segnalare quanto stava accadendo in un terreno vicino alla strada principale.

I Carabinieri della Stazione di Borgo sono intervenuti sul posto nel giro di pochi istanti, individuando immediatamente la sorgente delle esalazioni moleste. All’interno di un grosso bidone di latta, era stata appiccata una fiamma per smaltire rapidamente vari materiali di scarto accumulati durante i lavori nell’abitazione vicina. Una pratica sbrigativa, ma del tutto illegale, che ha portato i militari a identificare e bloccare i due uomini presenti nell’area.

I presunti responsabili del rogo sono due cittadini rumeni tra i 25 e i 30 anni, entrambi residenti in Veneto, uno dei quali impiegato proprio come dipendente dell’impresa edile che stava eseguendo i lavori. Davanti ai Carabinieri, i due non hanno potuto negare l’evidenza: tra le fiamme nel bidone stavano finendo scarti di ogni tipo, depositati in modo incontrollato invece di essere correttamente avviati alle discariche autorizzate.

Per i due uomini la situazione si è fatta subito seria. Una volta completati gli accertamenti e verificate le autorizzazioni del cantiere, i militari li hanno denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Trento. Le accuse sono pesanti: dovranno rispondere in concorso di combustione illecita di rifiuti e getto pericoloso di cose. Si tratta di reati che la normativa attuale punisce con severità, proprio per contrastare l’abitudine di eliminare residui plastici e materiali di cantiere attraverso il fuoco, liberando nell’aria sostanze tossiche e odori nocivi per la salute pubblica.