La rubrica
venerdì 20 Febbraio, 2026
La Micra sempre meno «micra»: il ritorno della compatta Nissan
di Mattia Eccheli
L'Italia ha inciso per il 10% sui volumi di vendita dell'auto, la cui sesta generazione è solo elettrica
Non è più Micra (nel senso di dimensioni) dall’addio alla quarta generazione, perché con la quinta era già arrivata a 4 metri di lunghezza, ed è solo elettrica. La nuova compatta di Nissan rinasce sulla apprezzata piattaforma AmpR Small sviluppata dall’alleata Renault già impiegata, ad esempio, per la rinata R5 a zero emissioni per congedarsi definitivamente dall’alimentazione termica.
È un po’ più «micra» (sempre nel senso di dimensioni) rispetto al modello cui subentra, ma è solo una questione di millimetri con un passo di 2,54. È sempre Micra nel nome, che il costruttore giapponese ha deciso di mantenere considerando il successo che ha ottenuto a livello globale: sei milioni di esemplari dal 1982 in poi. In Italia è arrivata oltre dieci anni più tardi e ciò nonostante ha inciso per un decimo sui volumi planetari. Di più: il modello ha rappresentato il 42% delle vendite totali di Nissan nel Belpaese dove nonostante non venga più commercializzata da quasi 4 anni è ancora impresso nella memoria degli automobilisti. Il suo richiamo arriva al 97%, solo un punto sotto la Qashqai: la Micra è un’auto con la quale Nissan va alla di ri-conquista dei propri ex clienti e non solo. E la crescita del segmento B elettrico in Italia fa bene sperare la filiale nazionale della casa di Yokohama. La prova nei Paesi Bassi, senza troppe curve e con ancora meno dislivello, ma comunque di 160 chilometri, ha evidenziato una sostanziale efficienza, seppur (va «confessato») nel rispetto dei limiti di velocità, un parametro che aumenta la percorrenza di qualsiasi auto, elettrica o termica che sia.
Il computer di bordo ha contabilizzato consumi di 13.4 kWh/100 km, meno dei 14.7 dichiarati per la variante guidata, la top di gamma, che è quella con la motorizzazione da 150 Cv e 245 Nm di coppia con la batteria da 52 kWh che si ricarica in mezz’ora dal 15 all’80%. È un accumulatore da quasi 300 kg di peso, ma che vale anche 461 chilometri di autonomia omologata. Poi c’è la Micra accreditata di 317 chilometri di percorrenza, pensata per gli spostamenti in aree metropolitane, equipaggiata con l’unità da 120 Cv e 225 Nm e batteria da 40 kWh. In ogni caso, la velocità massima è di 150 orari che può far storcere il naso a qualcuno, ma lo spunto da 0 a 100 avviene in 8” nella migliore delle configurazioni. L’andatura è stata «mediata» a garanzia dell’autonomia e rappresenta anche un sistema per aumentare la sicurezza. Pur senza trasmissione, la compatta offre tre livelli di intensità di rigenerazione della frenata (che rallentano la macchina) e la funzione «one-pedal», che può anche fermare la Micra. Poi ci sono quattro modalità di guida (eco, comfort e sport più la perso) che modificano alcuni paramenti (l’ultima anche di individualizzarli).
Gli allestimenti sono tre (Engage, Advance e Evolve, in ogni caso con cerchi da 18”) e il prezzo parte da 29.500 euro. I designer hanno forzato l’aerodinamica, ragione per la quale se si può definire ottimale la visibilità anteriore, altrettanto non si può dire per quella posteriore: un classico delle vetture più moderne, equipaggiate con telecamere e sistema di assistenza alla guida destinati a sopperire a questo aspetto. E già con il solo ProPilot assist che include undici sistemi di assistenza, la nuova Micra ha molto da offrire. Buona, in ogni caso anche l’abitabilità interna, anche se per avere cinque posti di sicuro il terzo dietro non sta larghissimo. Il bagagliaio ha una capacità compresa tra i 326 e i 1.106 litri, ma la soglia di carico è piuttosto alta. Al volante si fanno apprezzare i due schermi, anche posizionati in maniera ergonomica.
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