Olimpiadi

giovedì 19 Febbraio, 2026

Nazgul, il cane che ha invaso la pista a Tesero è già una star del web, ma la vera impresa è stato prenderlo. Il proprietario: «Non voleva fermarsi»

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Il papà del padrone è il titolare della segheria di Tesero: «Non era mai successo scappasse»

A Tesero è arrivato «Nazgul», no non si tratta di uno degli «Spettri dell’anello» dell’epica saga di Tolkien, ma di un irresistibile cane lupo cecoslovacco diventato la stella assoluta della mattinata di ieri allo stadio del fondo della Val di Fiemme, conquistando anche i social network.

Del resto Klaebo sta facendo cose incredibili, ma dopo due settimane di medaglie d’oro forse ci si stupisce meno. Un cane lupo che invade la pista, corre con gli sciatori e si fa ritrarre all’arrivo, invece, non si era mai visto.

La storia
Tutto accade durante le qualificazioni della sprint a squadre femminile. Ad un certo punto un cane, un bellissimo lupo cecoslovacco, ha invaso la zona del traguardo, facendo temere per un eventuale pericolo. Preoccupazione presto svanita: è apparso subito evidente che il bellissimo animale non fosse per nulla pericoloso, anzi è presto apparso giocherellone e in cerca di coccole.

Il collare rendeva evidente che fosse un cane di famiglia. L’animale si è messo a correre nella zona di arrivo, inseguendo le sciatrici al traguardo in cerca di carezze e divertimento. Nel farlo ha anche attraversato la macchina fotografica che serve per il fotofinish, e l’immagine è stata poi trasmessa anche dalle regie televisive.

Mentre i telecronisti giocavano a scegliere un nome per il cane, «Olimpo? Lampo?», si è scoperto il suo vero nome: Nazgul.

Anche il modo in cui si è scoperto il nome fa parte di questa storia divertente. Nazgul appartiene a Enrico e Alice Varesco, che abitano proprio a Tesero, vicino allo stadio. Ieri però non si trovavano lì, ma ad Anterselva per seguire il biathlon. Nell’attesa stavano guardando il fondo e ad un certo punto, con grande stupore e forse un po’ di preoccupazione, hanno visto il loro Nazgul fare il diavolo a quattro sulla pista da fondo.

«Sono corso a recuperarlo»
All’operazione di cattura ha partecipato Lucio Varesco, padre di Enrico e titolare dell’omonima segheria del paese. «Mi trovavo proprio lì, quando mi ha chiamato un vicino dicendomi: “Nazgul è scappato”. Mi ha sorpreso perché non era mai successo».

Subito Varesco è corso in strada per cercarlo e rapidamente lo ha individuato. «Ma Nazgul mi ha visto e si è messo a correre verso lo stadio, passando dall’ingresso per gli spettatori. Io gli sono corso dietro, gli steward giustamente mi hanno bloccato e io ho provato a spiegargli che stavo inseguendo il cane».

Un po’ furbo, un po’ dispettoso, Nazgul non si lasciava prendere. «Ad un certo punto c’era un codazzo di carabinieri, polizia, steward con me in testa, ma quando gli arrivavo a un metro lui scappava».

Alla fine è stato il cognato a recuperare Nazgul e il siparietto ha fatto diventare il cane la mascotte dello stadio e il protagonista virale della giornata. «È un cane dolcissimo, di compagnia, si vedeva che cercava solo coccole e attenzioni».