La rubrica
martedì 17 Febbraio, 2026
Oltre i «like» e il bisogno di conferme (reale e virtuale): come insegnare l’amore vero agli adolescenti
di Stefania Santoni
La nuova puntata della rubrica PsicoT. Beatrice Monticelli analizza i falsi miti del romanticismo moderno, dai pericoli della dipendenza emotiva al peso degli stereotipi di genere
Care ragazze, cari ragazzi, la scorsa settimana era San Valentino, e per questo abbiamo incontrato la counsellor Beatrice Monticelli per parlare di amore: cosa significa amare davvero, come riconoscere un sentimento autentico e il ruolo fondamentale dell’amore verso se stesse/i.
Beatrice, molte ragazze e molti ragazzi confondono l’amore con il bisogno di sentirsi scelti, desiderati o «visti». Come possiamo aiutare gli e le adolescenti a distinguere tra un sentimento autentico e il bisogno di conferme o di riempire un vuoto?
«Possiamo insegnare loro a riconoscere e a diventare consapevoli del fatto che tutti gli esseri umani condividono un profondo bisogno di essere visti. Siamo esseri sociali e, sin dall’infanzia, la relazione con l’Altro contribuisce a costruire il nostro senso di identità. Lo sguardo dell’Altro può nutrire questo bisogno, ma può anche trasformarsi in dipendenza, soprattutto in un’età delicata come l’adolescenza: il rischio è sentirsi esistere solo perché qualcuno ci nota. Per questo è fondamentale imparare a coltivare uno “sguardo che ci fa sentire importanti” dentro di noi, a riconoscerci, accoglierci e apprezzarci per ciò che siamo. Insegnare a stare con la frustrazione, a tollerare il vuoto e la fatica senza cercare immediatamente conferme esterne è un passo essenziale. Incoraggiamo gli e le adolescenti a scoprire e coltivare passioni e progetti che li facciano sentire vivi, a immergersi nel piacere della scoperta di sé e dei propri talenti. In questo modo imparano a dare valore alla propria esistenza indipendentemente dalla validazione altrui, arrivando a dirsi: “Mi amo e mi apprezzo per come sono. Al di là dei voti, dei like o dell’approvazione degli altri, vivo la mia vita con curiosità, apertura e gioia”».
L’amore romantico che vediamo nei film e sui social spesso promette intensità, fusione totale, gelosia come prova d’amore. Quali sono i segnali che un amore è rispettoso e quali invece indicano dinamiche di controllo o dipendenza emotiva?
«L’amore autentico è innanzitutto desiderio del bene dell’Altro: vogliamo che l’amata o l’amato stia bene, esprima il suo potenziale e risplenda. È un sentimento che ci dà coraggio, perfino quello di affrontare le nostre paure più profonde, compresa quella di perdere chi amiamo. Un amore è vero e rispettoso quando lascia libertà: libertà di scegliere come trascorrere il tempo, dove vivere, cosa studiare o quali interessi coltivare, anche se diversi dai nostri. Segnali che qualcosa non va in una relazione sono sentirsi persi quando l’Altro non è vicino, pretendere la sua presenza costante, o non riuscire a gestire la frustrazione di non essere sempre al centro della sua attenzione. L’amore autentico ci insegna a vivere l’unione oltre la distanza, oltre le differenze e le divergenze di visione, accogliendo l’Altro per quello che è e rafforzando la nostra capacità di riconoscerci e apprezzarci insieme».
Ragazze e ragazzi ricevono messaggi diversi su come «si deve» amare: alle ragazze viene insegnato a sacrificarsi, ai ragazzi a non mostrare fragilità. In che modo questi stereotipi influenzano le relazioni adolescenziali? E come possiamo incoraggiare entrambi a vivere l’amore con più libertà e autenticità?
«Se sto sacrificando me stessa e ciò che mi dà gioia, non è vero amore. Se evito di mostrare le mie fragilità per sembrare dura, non è vero amore: sto solo creando una barriera nella relazione. L’amore autentico comincia dall’amore verso se stesse/i. La società ci manda spesso messaggi su cosa dobbiamo essere o fare per essere visti, apprezzati o amati, spingendoci a sacrifici o a mostrare forza a tutti i costi. Ma l’amore è prima di tutto ascolto e valore dei propri bisogni ed emozioni, con sincera accoglienza. Imparare a sentire come stiamo, riconoscere le emozioni e usarle come segnali per creare le condizioni per stare bene è fondamentale. Non si tratta di egoismo, ma di responsabilità verso se stesse/i: non far dipendere la nostra felicità dall’Altro ci permette di amare davvero, senza perdere noi stesse».
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