Il caso
sabato 14 Febbraio, 2026
«Mi hanno invitata a casa, mi hanno fatto bere e poi mi hanno violentata»: il racconto choc di una studentessa Erasmus
di Ubaldo Cordellini
La vicenda è approdata in tribunale dopo la denuncia. La difesa: «Rapporti consenzienti»
Ha parlato per quasi tre ore raccontando quello che ha vissuto come un incubo. Una studentessa in Erasmus all’Università di Trento ieri mattina è stata ascoltata dal gip Gianmarco Giua con la formula dell’incidente probatorio perché alla fine dello scorso novembre aveva denunciato di essere stata violentata da due giovani nel loro appartamento. I due sono stati iscritti sul registro degli indagati per violenza sessuale.
Ieri è stata raccolta la sua testimonianza alla presenza degli avvocati dei due ragazzi denunciati, Cecilia Costa e Maurizio Piccoli, per raccogliere la prova e «congelarla», come si dice in gergo, in vista di un eventuale processo. La ragazza infatti sta per finire il suo periodo di studio a Trento e per tornare nel suo paese. Ieri è stata sentita con l’aiuto di un’interprete e ha raccontato quello che è accaduto quella notte. Un racconto che gli avvocati della difesa hanno cercato di smontare in più punti, ma senza che la ragazza cadesse in contraddizioni o si confondesse. Saranno quindi le indagini coordinate dalla pm Nadia La Femina a cercare di ricostruire quello che è accaduto in quella notte di fine novembre in una casa di Trento.
La ragazza ha spiegato che era a Trento da qualche mese e che aveva conosciuto sui social un ragazzo che l’aveva invitata a raggiungerlo in casa sua. Lei ha detto di aver accettato l’invito per curiosità e per fare nuove amicizie. Così sarebbe andata di sua volontà in casa del ragazzo conosciuto online, ma qui c’era anche un amico del giovane. La ragazza ha detto al giudice che i due l’hanno fatta entrare e le hanno offerto da bere alcolici e loro l’avrebbero imitata. La giovane ha spiegato che l’atmosfera si sarebbe surriscaldata complice l’aumentare del tasso alcolico e che poi i due avrebbero entrambi abusato sessualmente di lei.
Il suo racconto è stato circostanziato. Ha detto che si è sentita forzata a fare sesso con i due e che questa sensazione si è rafforzata la mattina successiva, quando si è sentita decisamente violentata. Così ha deciso di andare in ospedale, al Santa Chiara, dove è stata visitata e sottoposta a tutte le analisi del caso. Il personale del Santa Chiara ha segnalato il caso e la ragazza ha deciso di presentare denuncia fornendo gli elementi a sua conoscenza. Ha detto che aveva conosciuto uno dei due ragazzi sui social e di aver intrattenuto con lui una serie di conversazioni e di aver accettato il suo invito pensando a un rapporto di amicizia o, comunque, convinta che non stesse correndo alcun pericolo. È stata lei a fornire elementi utili alla polizia giudiziaria per individuare i due giovani che sono poi stati iscritti nel registro degli indagati. Il pm poi ha chiesto al gip l’incidente probatorio che si è svolto ieri.
Dalle analisi è emerso che la giovane aveva avuto rapporti sessuali di recente. Sono state trovate anche tracce di cocaina. Alle domande del pubblico ministero e degli avvocati difensori su questo punto la ragazza ha risposto dicendo di non aver mai assunto cocaina e che forse è stata costretta a farlo dai due ragazzi per farla cedere. I difensori hanno fatto notare che la cocaina di solito viene assunta volontariamente e che dalle analisi non emerge una presenza significativa di alcol nel sangue della giovane, ma la ragazza ha tenuto duro nella sua versione ribadendo di non aver mai fatto uso di cocaina.
La testimonianza poi è continuata descrivendo tutte le fasi di quella notte e anche i momenti successivi. Elementi che hanno ricostruito il quadro che ora la Procura è chiamata a verificare. I due giovani non sono stati ancora sentiti dalla Procura, ma negano qualsiasi violenza e parlano di rapporti consenzienti. Di tutt’altra opinione la ragazza che nega qualsiasi consenso da parte sua. Saranno le indagini a stabilire chi ha ragione. Come sempre in questi casi siamo di fronte a un caso molto delicato in cui la ragazza va tutelata in ogni modo. Considerando anche che vive da sola, all’estero, dopo essere caduta in un vero e proprio incubo. Una situazione certamente molto difficile. L’avvocato Piccoli spiega di avere la massima fiducia nella Procura. Ora saranno le indagini ad andare avanti e a verificare quello che è accaduto.
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