Giustizia

mercoledì 11 Febbraio, 2026

Processo Maria Rosca: «È stata lanciata dalla finestra di schiena». La perizia della Procura inchioda Ion Gavrila

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Davanti alla Corte d’Assise di Trento, il consulente tecnico della Procura esclude l’ipotesi della caduta accidentale a Riva del Garda: la velocità dell’impatto e la traiettoria parabolica confermano la spinta violenta

Maria Rosca la sera del 30 gennaio 2022, quando si trovava in cucina, sarebbe stata sollevata di peso da qualcuno e lanciata, proiettata di schiena fuori dalla finestra del suo appartamento al terzo piano in via Fiume, in pieno centro storico a Riva del Garda. E per l’ingegner Igor Gonnella, consulente tecnico del pm Fabrizio De Angelis, sono diversi gli elementi che convogliano verso quest’ipotesi, a partire dalla velocità di caduta (l’impatto a 55 chilometri orari), dalle modalità e dalla traiettoria di caduta (uscita in modo orizzontale e con moto parabolico), ancora dalla posizione in cui è stata trovata sulla via la povera donna, deceduta poco dopo, e dalle tracce di sangue rinvenute sui sampietrini dalla polizia. Oltre che in base alla conformazione della finestra. Tutti elementi dirimenti per Gonnella, che ieri mattina ha esposto la sua articolata relazione davanti alla Corte d’Assise di Trento, nel corso della terza udienza del processo che vede imputato (ancora assente) Ion Gavrila, cittadino romeno di 50 anni chiamato a rispondere dell’omicidio volontario dell’allora compagna e convivente.

Caduta accidentale «impossibile»
Un lavoro scrupoloso, quello del consulente, passato attraverso l’analisi del filmato (con audio) registrato dalla telecamera di videosorveglianza della vicina gelateria (che è a 30 metri dalla finestra), non senza rilievi con laser scanner, sopralluoghi in casa e in strada, e simulazioni in cucina, usando persone (una volontaria dei vigili del fuoco e un poliziotto) con corporatura simile a quella di vittima e imputato. Tutti accertamenti che hanno portato il consulente della Procura di Rovereto ad escludere l’ipotesi di una caduta accidentale, pur in tutte le sue possibili configurazioni, fosse stata Rosca di spalle o davanti alla finestra: per Gonnella un’ipotesi «risultata pressoché impossibile» ha spiegato in aula, davanti ai giudici togati e popolari, proiettando il drammatico video della caduta della 46enne. Quanto al fatto che la vittima avrebbe potuto salire da sola sul davanzale esterno aiutandosi, vista l’altezza, magari con una sedia (non trovata vicina però), per il professionista potrebbe essere stato anche possibile, pur tenendo conto che la persona usata per la simulazione era imbragata e con scarpe e abbigliamento idoneo mentre Rosca indossava un accappatoio ed era scalza. Ma se così fosse stato allora Gavrila, che a suo dire, sentito l’urlo della donna, era corso dalla camera da letto in sala, nel percorso da una stanza all’altra avrebbe dovuto «certamente vedere» la compagna affacciata alla finestra o comunque vicina. Eppure questo non risulta dalla sua versione.

Ecco perché è stata lanciata
Se la 46enne di origini moldave fosse caduta in modo accidentale o si sarebbe lanciata di sotto ci sarebbero stati quanto meno segni di contatto con il balcone del primo piano ma non c’è alcuna traccia. E la caduta non sarebbe stata così veloce secondo Gonnella: 15 metri in 1.56 secondi, 1.84 calcolando dal colpo secco registrato, comunque sempre troppo veloce per escludere la spinta di terzi. Così come il capo della donna non sarebbe stato rivolto verso l’edificio se non fosse stata lanciata di schiena. Avvalora l’ipotesi anche la fuoriuscita orizzontale (a una velocità di 2.4 metri al secondo), con l’impatto a terra a tre metri e mezzo di distanza dalla finestra. Fuoriuscita registrata tra il colpo secco che si sente nell’audio agli atti e l’inizio dell’urlo della vittima. Il fatto poi che la donna sia caduta sulla sinistra, con una rotazione di 50 gradi, è compatibile con il fatto che l’anta destra della finestra non si apra del tutto a causa dell’ingombro dei mobili. Gavrila, tempo 55 secondi circa dall’urlo, veniva filmato in strada: un tempo compatibile, per Gonnella, sia con la versione fornita dall’uomo sia che fosse partito dalla finestra. «Cosa mi hai fatto? Mi mandi in galera, mi mandi in galera, digli che sei caduta» le parole del 50enne nell’audio agli atti, rivolto alla compagna agonizzante.

Audio: chiesta nuova perizia
A proposito dell’audio, che conferma tra l’altro che quella sera i due avevano litigato, le difese delle parti civili (avvocati Chiara Pontalti, Cinzia di Lucia e Claudio Robol per i tre figli), e il legale dell’imputato, Fabrizio Casetti, hanno notato delle discrepanze nelle traduzioni e delle parti mancanti perché ritenute incomprensibili e hanno chiesto di richiamare il perito, che sarà presente nell’udienza di domani, o di disporre una nuova perizia. Sempre ieri il figlio già sentito dalla Corte ha rinunciato alla costituzione di parte civile ed è stata ascoltata la mamma affidataria della figlia che ha ricordato come Rosca fosse «presente, disponibile e sempre con regali» per la sua bambina.