Economia
lunedì 9 Febbraio, 2026
Turismo: firmato il rinnovo per 30.000 addetti. In busta paga 100 euro in più al mese
di Redazione
Intesa valida per il triennio 2026-2029: massa salariale complessiva di 3.920 euro e prima tranche da 80 euro già a febbraio. Coinvolti anche i lavoratori di Milano Cortina
Al termine di un confronto impegnativo è stato firmato questa mattina il rinnovo del contratto integrativo del turismo, un provvedimento che in Trentino riguarda oltre 30mila addetti tra personale fisso e stagionale. L’intesa è stata sottoscritta per parte sindacale da Filcams, Fisascat e Uiltucs e per parte datoriale da Associazione Albergatori, Associazione dei pubblici esercizi, Associazione ristoratori, Confcommercio, Confesercenti, Fiata, Fiavet e Fiepet. L’accordo porta un aumento in busta paga di 100 euro mensili uguali per tutti i livelli, determinando una massa salariale complessiva nel triennio di vigenza, compreso tra il 1° febbraio 2026 e il 31 gennaio 2029, pari a 3.920 euro. Questa somma mensile è fissa e si somma all’aumento raggiunto nel precedente rinnovo di 50 euro. L’erogazione avverrà in due momenti distinti: una prima tranche di 80 euro a partire da febbraio 2026 e i restanti 20 euro da febbraio 2027.
L’accordo tra le parti interviene però anche su altre questioni allo scopo condiviso di valorizzare il capitale umano, rafforzare la formazione e contrastare il dumping contrattuale che danneggia imprese e addetti. L’obiettivo è favorire lo sviluppo di un’offerta turistica moderna, rispettosa del territorio, competitiva e di qualità sia sul piano del lavoro sia dell’ospitalità. Nel dettaglio, il contratto rafforza alcune competenze degli Enti bilaterali di settore con la costituzione di una Commissione di conciliazione a supporto della gestione delle vertenze di lavoro. Viene inoltre definito che tutte le parti firmatarie collaboreranno con i propri enti bilaterali per favorire meccanismi di premialità per le imprese che applicano i contratti nazionali firmati dalle sigle maggiormente rappresentative, anche attraverso l’istituzione di un «bollino» che certifichi l’applicazione della buona contrattazione in azienda, confermando parallelamente le misure di incentivo per la formazione aziendale.
Proprio sulla formazione, un capitolo specifico riguarda gli stagionali, che rappresentano oltre la metà della forza lavoro. Per loro si punta a costruire o rafforzare percorsi formativi durante i periodi di non occupazione, al fine di aumentare le competenze e fidelizzare il personale. Vengono previste anche la banca ore e le ferie solidali, entrambi strumenti basati sulla volontarietà. Sul fronte del welfare, sono stati confermati i versamenti per la sanità integrativa, la pensione complementare e il contributo per gli stagionali. I segretari generali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, Luigi Bozzato, Fabio Bertolissi e Vassilios Bassios, hanno espresso soddisfazione per l’esito della trattativa: «Abbiamo raggiunto un buon accordo che dà sostegno concreto al personale del settore. Per noi era centrale che un settore così trainante dell’economia provinciale, stante anche gli ottimi risultati raggiunti negli ultimi anni, valorizzasse le proprie risorse umane. Questo accordo va in questa direzione».
I tre sindacalisti ritengono importante l’aumento retributivo raggiunto perché tutela il potere d’acquisto degli addetti e, allo stesso tempo, rivendicano il buon lavoro fatto sul dumping contrattuale: «È un primo passo, certamente non risolutivo, ma importante perché implica una migliore tutela dei diritti di chi lavora, ma anche degli interessi delle imprese corrette, che rispettano i contratti». Va inoltre ricordato che il contratto si applica a tutti gli stagionali del settore che hanno contratti di primo livello sottoscritti dalle organizzazioni citate, includendo quindi anche le lavoratrici e i lavoratori impegnati per le Olimpiadi Milano Cortina. Nonostante la firma, restano comunque aperte alcune questioni su cui imprese e sindacati condividono la medesima preoccupazione, a cominciare dal tema abitativo.