Giustizia
domenica 8 Febbraio, 2026
Alcol, slot machine e botte alla moglie davanti ai figli per 17 anni: cinquantenne patteggia 11 mesi
di Ubaldo Cordellini
Dalla dipendenza da alcol e gioco d’azzardo alle aggressioni ripetute contro la moglie, anche in presenza dei bambini. La donna ha denunciato anni di violenze
Prima erano rose e fiori. La storia d’amore tra un uomo e una donna residenti in un paese alle porte di Trento sembrava filare liscia, ma poi l’uomo, ora cinquantenne, ha iniziato a bere e a giocare alle macchinette mangiasoldi. Un mix micidiale che lo ha portato a diventare violento e irascibile. Così la storia d’amore è diventata un incubo. Le violenze avvenivano anche davanti ai figli, ora maggiorenni, che hanno dovuto assistere a numerose liti che finivano sempre con il padre che picchiava la madre. Botte, insulti e minacce. Bastava un nonnulla per scatenare le violenze dell’uomo che perdeva il lume della ragione inseguendo ombre che vedeva solo lui. Era ossessionato e sfogava sulla moglie le sue frustrazioni.
I fatti si sarebbero verificati almeno dal 2007, poco dopo la nascita del secondo figlio, fino al 2024. Almeno 17 anni di incubo. Bastava poco per far partire raffiche di pugni. La vita della famiglia ormai era stata rovinata dall’alcol e dal gioco d’azzardo. Così la donna, poco più giovane dell’uomo, ha dovuto sopportare a lungo fino a che, anche spinta dai due figli, nel frattempo cresciuti, ha deciso di chiedere la separazione e poi di presentare denuncia. Il caso è finito sul tavolo della pm Antonella Nazzaro e poi su quello del pubblico ministero Davide Ognibene che ha chiesto il giudizio immediato per il cinquantenne. L’uomo, difeso dall’avvocata Katia Finotti ha chiesto di patteggiare e si è impegnato a risarcire la moglie con 5 mila euro. Nei giorni scorsi il caso è finito sul tavolo del gip Gianmarco Giua che ha accettato il patteggiamento proposto dalla difesa e concordato con l’accusa.
Secondo la Procura, l’uomo avrebbe avuto condotte violente durate per anni, sia sotto l’effetto dell’alcol sia in preda a scoppi improvvisi d’ira causati dalle sue ossessioni. In particolare tendeva a esercitare un eccessivo controllo sulla donna. Non le permetteva di avere normali rapporti di cordialità con i colleghi, mentre lui aveva amicizie e frequentava altre persone fuori casa. Alla donna, invece, non permetteva di vedere nessuno. E lo faceva con prepotenza e arroganza. Poi anche il minimo ritardo bastava per scatenare la sua rabbia e la sua violenza. La minacciava e la insultava. Passava dalle offese vere e proprie dandole della prostituta e poi passava a minacce sempre più violente. Prospettava alla moglie un destino infausto, la minacciava di darle fuoco, di investirla con un’auto, di tagliarla in pezzi e metterla in un sacco per poi gettarla nell’Adige, di ammazzarla.
In molte occasioni le aggressioni verbali partivano anche in presenza dei figli, anche quando erano molto piccoli. E la donna ha tenuto duro per loro. Spesso il cinquantenne in preda a una furia incontenibile distruggeva suppellettili, oggetti vari e anche le porte di casa. Poi ha preso a giocare alle slot machine i soldi che servivano per il sostentamento della famiglia. Nel 2024, quando ormai il matrimonio era agli sgoccioli, nel corso dell’ennesima lite, l’uomo ha minacciato la moglie tanto che lei, in preda alla paura si era dovuta nascondere all’interno dell’azienda dove lavorava. Poco dopo, alla vigilia di Natale, l’uomo ubriaco fin dal mattino, sbattè la porta del frigorifero talmente forte da rompere le mensole interne e poi prese a schiaffi la moglie e la minacciò in maniera molto pesante. A quel punto la donna ha deciso di separarsi e liberarsi dall’incubo.
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