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domenica 8 Febbraio, 2026

Olimpiadi, i biglietti sono un caso: «200 euro per una famiglia di 4 sono troppi»

Delusione per i prezzi: «Arrivati da Pavia per i Giochi, ma così si escludono le famiglie». La maestra di fondo: «Almeno per i residenti si poteva pensare a uno sconto»

C’è un punto nella frazione di Lago a Tesero, sul retro della chiesetta della Madonna delle Grazie, in cui la pista dello stadio da sci di fondo di Tesero passa molto vicina alle grate che la separano dal mondo fuori. Qui durante la finale di skiathlon femminile si sono radunate decine di tifosi rimasti fuori dallo stadio a fare il tifo per le atlete impegnate in una gara durissima.
Ci sono persone arrivate un po’ da tutta Italia e da tutto il mondo. «Siamo arrivati quasi per caso – dice un signore – Mia moglie è una grande appassionata della Marcialonga, conosciamo bene questa zona e abbiamo deciso di fare un salto». «Sono di Verona, ma abbiamo casa in Val di Fassa, abbiamo pensato di unire vacanza e un tuffo nello spirito olimpico».
Ogni passaggio di un’atleta azzurra è accolto da un boato e da esortazioni «Forza!», «dai, dai che ce la fai!» e «Alè Italia». Ma anche quando passano le atlete delle altre nazioni il tifo e gli incitamenti non si fermano: «Alè Australia», «forza Corea».
Potrebbe stupire, ma non a chi conosce come il tifo è cresciuto e si è sviluppato in ambienti sportivi più sani rispetto a quello calcistico che spesso si prende le prime pagine dei giornali.
«Sono tutte atlete eccezionali, che sta dando il massimo, ognuna si merita il nostro tifo. Io ho una passione speciale per le atlete australiane. Immaginate cosa significa scegliere questo sport e allenarsi venendo da un mondo molto diverso», racconta Marta, maestra di sci di fondo proprio qui a Tesero.
È una scena contraddittoria che racconta da una parte quanto arda la fiamma olimpica nel cuore di tante persone e dall’altra come queste siano però rimaste escluse dalla manifestazione.
Inevitabile forse, vista la decisione di tenere alto il prezzo dei biglietti. Si parte da 50 euro a persona e pagano anche i bambini dai 4 anni in sù. Prezzo a cui poi se si vuole aggiungere il servizio parcheggio e navetta vanno aggiunti altri 40 euro. Così per i locali e per altri appassionati italiani l’Olimpiade diventa proibitiva. Il risultato sono famiglie, appassionati e vacanzieri esclusi dalle gare e stadi pieni fino ad un certo punto. Dopo la finale la Provincia ha diffuso il dato di affluenza alla gara: 5000 persone. Sono tante, ma lo stadio ha una capienza di 15mila. «Siamo arrivati da Pavia, abbiamo fatto un salto per respirare l’aria olimpica» racconta Giorgio mentre passa insieme alla moglie Sara e ai figli Alarico e Umberto. «Per 4 persone però dovevamo pagare 200 euro, onestamente sono troppi. Ci siamo accontentati di guardare tra le grate». La famiglia comunque non demorde. «Ci spostiamo a Predazzo, vediamo com’è la situazione allo stadio del salto. Poi abbiamo già in programma di tornare per le Paralimpiadi a marzo, unendoci la settimana bianca».
«Insomma qui abbiamo vissuto anche due mondiali e respirato un clima in cui si poteva fare il tifo veramente vicino agli atleti – ricorda Marta – Capisco che per le misure di sicurezza siano necessarie le grate, però allora si potevano rendere più accessibili i biglietti». Il risultato secondo Marte è che così «hanno tagliato fuori la dimensione dei bambini, delle famiglie. In particolare dei valligiani. Io ho preso i biglietti per i prossimi giorni, ma non credo che con questi prezzi vedremo tanti bambini con le bandierine sugli spalti».
Le gare sono iniziate da poco, chissà; forse c’è ancora tempo per cambiare questa politica di prezzi. Per renderli più accessibili a ridosso delle gare. Per non rimanere con stadi semivuoti, ma anche per alimentare quella fiamma olimpica che brucia nel cuore di tantissime persone che vivono o sono arrivate in Val di Fiemme.