L'iniziativa
mercoledì 18 Gennaio, 2023
Progetto Bul: la fibra ottica arriva a Tesero, Brentonico, Cavedago e San Lorenzo
di Redazione
L'iniziativa sostiene l'infrastrutturazione della banda larga nei comuni periferici rispetto ai grandi centri urbani eliminando il divario tecnologico
Il progetto Bul (Banda Ultra Larga) è stato voluto per ridurre il divario digitale (digital divide) delle aree bianche o periferiche rispetto ai centri urbani e per garantire la connettività in fibra ottica (Ftth ovvero Fiber To The Home), la migliore ad oggi disponibile sul mercato per velocità e stabilità. In Trentino è Open Fiber la società che si è aggiudicata i bandi pubblici di Infratel e che si sta occupando della realizzazione di reti ultraveloci, grazie anche alla sinergia con Trentino Digitale per l’utilizzo di alcune infrastrutture (cavidotti e nodi di rete). Solo una percentuale minoritaria di collegamenti, soprattutto per le abitazioni sparse in zone ancor più decentrate e difficilmente raggiungibili con il cavo in fibra ottica, è realizzata da Open Fiber mediante la tecnologia radio (Fwa ovvero Fixed Wireless Access).
Ad oggi la rete in fibra ottica, realizzata grazie al Progetto Bul, ha raggiunto in modalità Ftth e Fwa 118 dei 166 Comuni trentini: per la precisione, il totale Comuni in vendibilità Ftth è 95 mentre gli altri 23 vedono un’infrastruttura mista tra Ftth e Fwa. Complessivamente sono quasi 140 mila gli utenti trentini che possono da subito chiedere l’attivazione della connettività ultra veloce.
Nella Provincia autonoma di Trento il valore del progetto, finanziato con fondi pubblici, ammonta a 72 milioni di euro. La nuova rete rimarrà di proprietà pubblica, mentre Open Fiber ne curerà la gestione e la manutenzione per i prossimi venti anni. Buona parte della rete in fibra ottica di Open Fiber passa attraverso l’infrastruttura (ad esempio cavidotti) che in questi anni Trentino Digitale ha allestito in maniera puntuale su gran parte del territorio provinciale.
Come attivare il servizio in fibra ottica nelle aree bianche/periferiche.
Trentino Digitale ha realizzato il sito www.trentinoinrete.it in cui sono raccolte in maniera dettagliata tutte le informazioni sulla diffusione della fibra ottica sull’intero territorio provinciale e sulle modalità di attivazione del servizio.
Per quanto riguarda il Progetto Bul ricordiamo che Open Fiber è un operatore “wholesale only”: non vende servizi in fibra ottica direttamente al cliente finale (residenti o imprese), ma è attivo esclusivamente nel mercato all’ingrosso, offrendo l’infrastruttura realizzata a tutti gli operatori di telecomunicazioni abilitati.
I cittadini e le aziende delle aree bianche interessate alla navigazione ultra veloce devono seguire una procedura che prevede i seguenti passaggi: innanzitutto è necessario verificare l’effettiva copertura del proprio civico (si può fare anche sul sito di Open Fiber al link https://openfiber.it/verifica-copertura inserendo il proprio indirizzo). Nel caso sia presente la rete Open Fiber è data la possibilità all’utente di scegliere uno degli operatori disponibili con il relativo piano tariffario ed inviare la richiesta.
L’operatore, una volta ricevuta la richiesta, contatterà Open Fiber, che a quel punto fisserà un appuntamento con lo stesso utente per portare la fibra ottica dal pozzetto stradale fin dentro la sua abitazione.
In base a quanto previsto dai bandi pubblici, la rete di Open Fiber nei Comuni delle aree bianche si ferma fuori dalla proprietà privata, fino ad un massimo di 40 metri di distanza dall’abitazione.
Realizzato il collegamento tra abitazione e pozzetto e sottoscritto il contratto con l’operatore, l’iter è concluso e l’utente beneficerà di una velocità ottimale di connessione fino a 1 Gbit/s. Esistono alcuni fattori che possono influenzare negativamente le performance ma alla fine il risultato sarà comunque un collegamento ad internet molto più veloce e stabile rispetto a quelli forniti con altre tecnologie.
Cronaca
Due dispersi in Vallagarina, ma è un'esercitazione: sessanta soccorritori in campo per testare i collegamenti interforze
di Redazione
Impegnati operatori di Protezione civile, Soccorso Alpino, Vigili del Fuoco e unità cinofile in una simulazione di ricerca di due persone scomparse. Obiettivo: migliorare il coordinamento nelle emergenze
Grandi opere
Bypass ferroviario, lo studio che preoccupa Marco: le barriere antirumore rischiano di danneggiare anche i campi
di Giacomo Polli
Uno studio della Fondazione Mach presentato dal Consorzio irriguo di Marco segnala possibili effetti sul microclima agricolo causati dalle barriere del bypass ferroviario: timori per gelate e danni alle coltivazioni
Il caso
Cadine, cantiere Itea fermo da mesi: «Piove in casa e viviamo tra degrado, topi e paura»
di Patrizia Rapposelli
La denuncia dei residenti della palazzina di via Coltura a Cadine: lavori bloccati, infiltrazioni, fili elettrici scoperti e problemi di sicurezza. «Siamo esasperati, nessuno ci dà risposte»