Crisi idrica

martedì 6 Giugno, 2023

Decreto siccità, in commissione ambiente del Senato inserita la clausola di salvaguardia di Trento e Bolzano

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Nel decreto di conversione passa l'emendamento che tutela le prerogative delle due Province. Ad annunciarlo il vicepresidente Tonina in risposta a una interrogazione di Manica (Pd)

A chiedere un aggiornamento, in Aula, è stato il consigliere provinciale Alessio Manica (Pd). Nel corso delle interrogazioni a risposta immediata il consigliere del Pd ha parlato dell’emergenza idrica (non superata in prospettiva e in relazione al cambiamento climatico, ha precisato, nonostante il periodo piovoso) e, in particolare, del Decreto Siccità approvato dal Consiglio dei ministri che istituisce una Cabina di regia fissa coordinata dal ministro Salvini e la figura di un Commissario straordinario. «Quale tipo di interlocuzione –  ha chiesto Manica – c’è o c’è stata tra la Giunta e il Governo sul decreto? E la Giunta si sta attivando per tenere salde le competenze dell’autonomia?».

A rispondere il vicepresidente della Provincia Mario Tonina che da mesi sta seguendo il tema. «Il decreto legge 39 del 14 aprile 2023 – ha osservato – non contiene alcun riferimento espresso alle prerogative statutarie che, nel caso di specie, riservano alla Provincia autonoma di Trento importanti competenze nel campo della gestione delle acque e dell’energia. In particolare è noto che l’ordinamento statutario attribuisce alle province autonome potestà legislativa ed amministrativa in un complesso di materie riconducibili all’utilizzo delle acque pubbliche e del demanio idrico, nonché, con un’accezione ampia, alla materia ambientale. Per quanto attiene in particolare lo sfruttamento della risorsa idrica le Province autonome, al pari delle altre regioni, sono titolari della competenza legislativa concorrente in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia».

«Conseguentemente nell’ambito delle relazioni istituzionali con il Governo e le altre Regioni – ha proseguito l’assessore – si è provveduto ad avanzare le opportune richieste emendative nell’ambito dei lavori delle commissioni Infrastrutture, mobilità e governo del territorio e Ambiente, energia e sostenibilità della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e parallelamente a segnalare le medesime proposte alla nostra delegazione parlamentare al Senato, perché possano essere considerate nel corso del procedimento di conversione in legge del decreto».

Sul tema del rispetto delle competenze, ha aggiunto, peraltro si è trovata massima condivisione con la Provincia di Bolzano e le altre regioni a statuto autonomo, con le quali si sta collaborando attraverso il consolidato sistema di relazioni istituzionali. «Grazie ai confronti e alle iniziative dei parlamentari trentini, sono stati approvati gli emendamenti volti alla salvaguardia delle nostre prerogative statutarie, come risulta dal documento licenziato nella seduta del 30 maggio dalle commissioni riunite 8a Ambiente e 9a Industria al Senato che hanno concluso l’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 39/2023».