Le carte

giovedì 26 Gennaio, 2023

Celledizzo, la perizia dei Ris: non è stato Gionta a sparare

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L'esito della prova stub: non c'è traccia di polvere da sparo sugli abiti del cacciatore che trovò il corpo
Massimiliano Lucietti e Maurizio Gionta

Cinque campioni, tutti negativi. Solo tracce che, per quantitativi, sono riconducibili a quello che tecnicamente viene definito “ambiente”: basta la pulizia della canna o altra attività venatoria fatta in passato per giustificarlo. La perizia dei Ris riapre il caso di Celledizzo che, al momento, non vedeva indagati. Maurizio Gionta ex forestale di 59 anni, l’uomo che trovò, la mattina del 31 ottobre scorso, il corpo del ventiquattrenne Massimiliano Lucietti, non ha sparato quel giorno, né con il Winchester calibro 270 che aveva con se né con nessuna altra arma. Gionta che quel giorno era a caccia nella stessa zona battuta da Lucietti, in quella circostanza era stato sentito dai carabinieri come persona informata sui fatti. Poi, la notte, la seconda tragedia: il suo suicidio, poco lontano da casa. Lasciando un misterioso biglietto: «Non voglio pagare per colpe che non ho». La relazione è stata consegnata nelle scorse ore alla procura di Trento. A seguito del fatto, erano state svolte indagini su venti fucili dello stesso tipo presenti in zona.