Mondo
domenica 12 Novembre, 2023
Caso Indi, avviate le procedure per il distacco dei supporti vitali. La ministra Roccella: «Fatto tutto ciò che era possibile»
di Redazione
La neonata di otto mesi, affetta da una grave malattia genetica ha lasciato l'ospedale ed è stata trasferita in un hospice
Caso Indi Gregory, per la neonata di 8 mesi affetta da una grave malattia genetica sono state avviate le procedure per il distacco dei macchinari di sostegno vitale.
Ieri, sabato 11 novembre, la piccola ha lasciato l’ospedale di Nottingham dove è stata ricoverata ed è stata trasferita in un hospice, dove passerà le ultime ore di vita.
Il distacco dei macchinari vitali della piccola Indi Gregory prevede una procedura graduale, con un ridotto supporto di ossigeno per accompagnare gradualmente la piccola alla morte. Si suppone che la neonata bambina potrebbe restare dunque in vita ancora per ore o qualche giorno.
L’Italia, rispondendo a un appello dei genitori di Indi, aveva proposto di ricoverare Indi all’ospedale Bambin Gesù di Roma, dopo averle conferito la cittadinanza italiana. Il tutto senza costi per il governo britannico.
Ora la ministra per le pari opportunità e la famiglia, Eugenia Roccella, afferma: «Abbiamo fatto tutto ciò che era possibile». «Nessuno contesta la diagnosi dei medici – dice Roccella – ma che una malattia sia inguaribile non vuol dire che la persona non è curabile. C’era una divaricazione tra il parere della curatrice dell’ospedale e la volontà dei genitori. Perciò si è arrivati davanti a un giudice di tribunale. Anche in Italia succede così, secondo la legge che ha introdotto le Dat, le dichiarazioni anticipate di trattamento. Ma quello che chiedevano i genitori di Indi era semplicemente di poter avere un altro parere medico e di poter scegliere il percorso di cura».
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