L'allarme
domenica 18 Maggio, 2025
Bar Groff, secondo colpo in 24 ore. La titolare: «Non chiudo, alzo il livello di sicurezza, prendo cani e mi armo»
di Benedetta Centin
Tre furti in meno di un mese nel locale, l'ultimo alle 4 di oggi. Danneggiata la porta con inferriata forzata la notte prima e rubato il cassetto con le ricevute del Lotto. Roberta Trentini: «Ridicolo, non valgono nulla»
Tre colpi subiti in meno di un mese, gli ultimi due messi a segno a distanza di appena ventiquattro ore uno dall’altro. Non c’è pace per il bar Groff, in località Stella di Man, a Trento sud, «visitato» solo alle prime ore di sabato 17 maggio da almeno due ladri che hanno lasciato dietro di loro danni ad infissi e vetrate per 10mila euro e rubato tabacchi e altra merce per circa duemila. Tempo un giorno ed è riaccaduto. Dopo le 4 di oggi, domenica 18 maggio, si è registrata infatti l’ennesima spaccata: ma il ladro o i ladri sono fuggiti con un misero bottino, forse messi in fuga dall’allarme scattato subito dopo l’intrusione. Sono infatti scappati con il solo cassetto di un registratore di cassa contenente le schede del Lotto pagate, che non hanno alcun valore perché già convalidate. «Ridicolo, non valgono niente quelle ricevute, ma forse è la prima cosa che hanno trovato da rubare perché più vicina alla porta, alla via di fuga – fa sapere la titolare, Roberta Trentini – Se erano gli stessi della notte precedente? Non so, non posso escluderlo. Certo è stata sradicata di nuovo la porta con inferriata danneggiata la notte precedente, per quanto l’accesso fosse chiuso e la grata esterna fosse stata assicurata con la catena: nemmeno quello è stato sufficiente a fermarli» commenta l’imprenditrice trentina, buttata giù dal letto dai ladri appunto anche sabato all’alba.
L’allarme, oggi, è scattato alle 4.15. E la donna, che abita al piano superiore del bar che ha rilevato dalla sua famiglia nel 2007, si è trovata a rivivere lo stesso incubo di poche ore prima. I rumori avvertiti nel cuore della notte, la sveglia di soprassalto con il cuore in gola, la chiamata al 112 e il sopralluogo dopo l’effrazione. Per lei è stata l’ennesima notte in bianco, a riferire alla pattuglia delle forze dell’ordine intervenute e a cercare di quantificare i danni, in attesa di formalizzare denuncia. Circostanze, queste, che continuano a ripetersi, e che scoraggiano e fanno arrabbiare. Ma anche tirare fuori le unghie. «Sabato ero amareggiata, in balia dello scoramento e rassegnata, tanto che avevo manifestato l’intenzione di chiudere il locale. Ma ora, per come sono di carattere, arrabbiata come sono, ha preso il sopravvento la mia ostinazione – dichiara l’imprenditrice, determinata – Non intendo chiudere perché mi fanno chiudere dopo tanti anni dedicati a questo lavoro, a questa attività. Ora sto qui e combatto, anche se questo significa armarsi. Anche se dovessi passare dalla parte del torto. A questo punto non posso non difendermi per paura delle conseguenze. Di mio, visto quello che sto subendo, non voglio certo darla vinta, non intendo abbassare la testa. Questo no».
L’imprenditrice, da una vita nel mondo della ristorazione, intende anche alzare il livello di sicurezza. «Mi doterò di ulteriori sistemi per tutelare me e il mio locale e prenderò dei cani da difesa. E mi armerò, per quello che mi è possibile, come detto. Dormo già vestita, pronta se dovesse riscattare l’allarme, devo anche dormire nel mio locale? Se necessario sono pronta a farlo. Non è più tollerabile quanto accade, tanto che c’è più di un collega che chiuderà il suo esercizio di qui ai prossimi mesi: la città sta andando alla deriva. Trento un tempo era una perla di città in Italia, ora non è più così». Roberta Trentini però non punta il dito. «Le forze dell’ordine intervengono tempestivamente per quanto possono, non è colpa loro, bisognerebbe invece dare loro più potere – fa sapere – E dall’altra forse, tra una ciclabile e l’altra, bisognerebbe pensare cosa fare, e la mia non è una polemica verso il sindaco. Solo bisogna smettere di dire che va tutto bene. E si è arrivati a non denunciare più, come mi riferiscono diversi miei colleghi, perché ormai è solo una perdita di tempo, perché non si arriva a nulla. Anche mia madre, 80 anni, scippata della collanina di prima mattina nei giorni scorsi, finita anche a terra dopo essere stata strattonata, non ha voluto presentare denuncia».
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