L'intervista
venerdì 26 Maggio, 2023
Pegah Moshir Pour, attivista digitale per le donne: «In Iran una rivoluzione collettiva»
di Sara Alouani
Da mesi in prima fila nella divulgazione della rivoluzione, sarà a Trento. «In Iran fatichiamo il quadruplo rispetto a un uomo Minacce? Mi hanno oscurato il profilo social. Ma non ho paura»
Una delle ospiti del Festival dell’Economia è Pegah Moshir Pour, un’attivista italiana di origini iraniane, da mesi in prima fila nella divulgazione social delle proteste insorte in Iran a seguito della morte di Mahsa Jina Amini. Molti la riconosceranno perché a febbraio ha calcato il palco dell’Ariston recitando e contestualizzando alcuni versetti di «Baraye», la canzone-inno della rivoluzione iraniana. «Donna, vita, libertà» ha concluso Pegah mano nella mano con Drusilla Foer e poi si è sciolta la coda. Gesto emblematico che è costato la vita a centinaia di persone in lotta contro il regime islamico.
Cosa significa essere donna in Iran?
«Significa fare il quadruplo del lavoro rispetto alle donne che...
Leggi in libertà
Poplar
Dal G8 di Genova alle mobilitazioni per Gaza, Annalisa Camilli ripercorre la criminalizzazione del dissenso: «Il termine sicurezza ha cambiato significato per colpire i manifestanti»
di Eva Pedroni
L'autrice di "Divieto di protestare" a Poplar Cult: «La stampa deve tornare a essere indipendente»
L'intervista
Spinelli e il rebus del centrodestra trentino: «Per noi il Patt vale più di Vannacci. La Lista Fugatti può diventare un partito»
di Simone Casciano
Il vicepresidente: «guardiamo al centro. Se le elezioni politiche fossero nell’autunno del 2027, giusto pensare di modificare la reggenza per liberare Fugatti»
La testimonianza
Domenico Pedrini e quella mattina terribile dell'11 settembre 2001: «Ero a Manhattan, vidi l'aereo colpire la prima torre e scappai più veloce che potevo»
di Roberta Danesi
L'imprenditore agricolo di Lasino: «Mi trovavo in America per lavoro. Ci bloccarono a New York per una settimana»
L'intervista
Le vacanze dei soldati israeliani pagate dall'Ong. L'esperto di diritto internazionale: «Se si parla di soldati i gruppi vanno distinti dai singoli. Rilevante il finanziamento di Tel Aviv»
di Lucia Ori
Marco Pertile (Università di Trento): «La sola presenza di militari non viola il diritto internazionale. Ma se sono programmi organizzati è problematico»