Soprintendenza
domenica 18 Maggio, 2025
Necropoli preromana, l’affondo di Degasperi (Onda): «Sacrificata a causa di un cantiere»
di Redazione
Via Santa Croce, l'interrogazione del consigliere provinciale: «Messe in luce ben 200 tombe. I lavori per costruire edificio e garage pare stiano proseguendo, ma si è scavato per cercare altri eventuali reperti archeologici?»
«Via Santa Croce, Trento: una necropoli preromana sacrificata al mercato immobiliare?» Questo l’oggetto dell’interrogazione a risposta scritta che il consigliere di Onda, Filippo Degasperi, aveva presentato al presidente del Consiglio provinciale l’8 maggio. «A febbraio è stata diffusa la notizia del ritrovamento a Trento, in via Santa Croce, di una necropoli monumentale di epoca preromana — questo l’incipit dell’interrogazione — L’eccezionale ritrovamento è avvenuto in occasione dei lavori di restauro e riqualificazione di un edificio, grazie all’attività di tutela preventiva dell’Ufficio beni archeologici dell’UMSt Soprintendenza per i beni e le attività culturali della PAT».
Un cimitero preromano in cui, continua Degasperi, «sono state messe in luce ben 200 tombe, complete di prestigiosi corredi che rappresentano soltanto una parte di quelle potenzialmente conservate nel sottosuolo ancora da scoprire». Ma «dopo i primi giorni di entusiasmo e di dichiarazioni positive dell’assessora competente e del Sovrintendente dei beni culturali, però, sulla scoperta è piombato un silenzio assordante e sarebbero ripresi i lavori di scavo nei piazzali adiacenti. «Stiamo lavorando ricordando che serve sempre un equilibrio per contemperare gli interessi di tutela del patrimonio archeologico, con quelli comprensibili dello sviluppo urbano» le dichiarazioni di allora dell’assessora. «La fretta nella rimozione del cartello “stop lavori” e la ricomparsa del cartello dell’impresa costruttrice fa sospettare che il mercato immobiliare privato sia più importante di una scoperta storica e culturale fondamentale per capire la vera storia e origine di Trento e che nel contempo potrebbe diventare una risorsa turistica di notevole importanza e valenza economica» ancora il consigliere. «Quello che stupisce maggiormente è che una volta ripresi i lavori si sarebbe scavato fino ad un massimo 5 metri evitando di arrivare alla stessa profondità di ritrovamento delle tombe (8 metri). Forse per paura di trovarne altre?» si chiede Degasperi. «Se fosse confermato che i lavori di scavo per la costruzione dell’edificio e dei garage sotterranei stanno proseguendo (come sembrerebbe dalle immagini), non solo si rischierebbe di rovinare eventuali altri reperti ma si perderebbe l’occasione di trovarli». Di qui l’interrogazione per capire se i lavori di scavo per il complesso immobiliare adiacente alla necropoli stiano proseguendo con l’autorizzazione di Assessorato e Soprintendenza e quali verifiche siano state fatte per accertare che non ci fossero altri reperti nella zona.
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