scuola

mercoledì 11 Gennaio, 2023

Incorporare nido e scuola materna: Vanessa Masè (La Civica) propone ciclo unico 0-6 anni. Ma i sindacati bocciano l’idea

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La proposta della consigliera de La Civica sul tavolo della quinta commissione. Presentata anche una petizione da Alessandro Fiore, legale dell’onlus Pro Vita e famiglia, contro la diffusione dell'«ideologia di genere». La contrarietà di Zanella

Si è parlato di scuola oggi in Quinta commissione del consiglio provinciale di Trento.

Primo argomento del giorno il ddl n.135  proposto da Vanessa Masè (La Civica) che punta a introdurre un sistema integrato di educazione e di istruzione per l’infanzia: in sostanza l’integrazione tra nidi e scuole materne, dagli 0 ai 6 anni. Per i sindacati la riforma rischia di danneggiare un sistema che funziona mentre per la professoressa Agnese Vitali, docente di demografia all’ Università di Trento, lo zerosei potrebbe essere particolarmente utile per le zone periferiche e rappresentare una forte azione a favore dell’uguaglianza. Diventerebbe un servizio che potrebbe favorire i genitori che hanno bambini vicini d’età e potrebbe avere un effetto incentivante a favore della natalità. Il ministero si schiera a favore del ddl, poiché rispetta le direttive nazionali e considera l’avvio di una sperimentazione di due anni..

Si è affrontata anche la petizione popolare n.20 che chiede l’approvazione di una  legge sulla libertà educativa. L’avvocato Alessandro Fiore, legale dell’onlus Pro Vita e famiglia, e referente della raccolta firme, ha ricordato che la petizione è partita da una caso che ha riguardato una scuola elementare, ma in generale ha l’obiettivo di arginare la diffusione di quella che viene definita ideologia gender. I messaggi che vengono veicolati, ha detto il legale, puntano spesso a mettere in luce positiva il cosiddetto gender fluid, l’utero in affitto e la diffusione nelle scuole della pratica di prendere in considerazione gli studenti in base alla loro dichiarazione di appartenenza sessuale al di là di quella biologica. Una pratica, ha continuato Fiore, che si sta diffondendo e che sta spingendo molti studenti a dichiararsi di sesso diverso da quello biologico. Al punto da arrivare, in molti casi, alla richiesta di un cambio effettivo di sesso. Per Fiore questo fenomeno è stimolato dall’emulazione sociale, che si diffonde anche attraverso i social.

Per il consigliere provinciale Paolo Zanella la petizione è irricevibile e risponde «: nessuno può indottrinare un ragazzo a essere quello che non è». Un no deciso alla proposta di legge che, secondo Zanella, limita la libertà delle persone e va nella direzione di creare divisioni e alimenta le teorie complottiste che alimentano l’odio