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giovedì 15 Febbraio, 2024

Flop per le iscrizioni al liceo Made in Italy. In Trentino sei istituti interessati al percorso ma dalle famiglie nessuna richiesta

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Sono 375 gli alunni che hanno aderito all'iniziativa del Governo in tutta Italia. La consigliera provinciale del Pd Lucia Maestri interroga la Giunta trentina per sapere cosa intenda fare la Provincia

Sono 375 le iscrizioni ai nuovi licei del Made in Italy. Questi i dati con cui si sono chiuse il 10 febbraio le iscrizioni on line all’anno scolastico 2024/2025 sulla piattaforma unica.istruzione.gov.it.

Sono in totale 92 i licei a indirizzo Made in Italy sinora approvati sul territorio nazionale: nel dettaglio, 17 saranno attivati in Sicilia, 12 in Lombardia e nel Lazio, 9 in Puglia, 8 nelle Marche e in Calabria, 6 in Abruzzo, 5 in Toscana, 3 in Liguria, Piemonte e Veneto, 2 in Molise e 1 in Basilicata, Emilia-Romagna, Sardegna e Umbria. L’elenco non comprende le 22 scuole per cui la Regione Campania non ha ancora autorizzato l’avvio del liceo del Made in Italy. Nel resto d’Italia, sono 6 gli istituti scolastici che, pur avendo presentato domanda, non erano in possesso dei requisiti richiesti.

In questi giorni in cui sono stati resi noti i numeri nazionali del fallimento dei Licei Made in Italy, 375 iscrizioni in tutta Italia, in media 4 iscritti per ognuno dei 92 licei che hanno attivato questo percorso, la consigliera provinciale del Pd Lucia Maestri interroga la Giunta trentina per sapere cosa intenda fare la Provincia.

«In Trentino – si legge nella nota- sono sei gli istituti eventualmente interessati alla adesione all’iniziativa del Governo (il Liceo Rosmini di Trento, l’Istituto Marie Curie di Pergine, l’Istituto la Rosa Bianca di Cavalese, il Martini di Mezzolombardo, il liceo Russel di Cles e il liceo Filzi di Rovereto), ma finora nessuno di loro ha aderito al progetto. A quanto risulta neppure dalle famiglie sono state avanzate richieste di informazioni o di iscrizione. In questo quadro – conclude – non è chiaro che fine faranno i Licei ad indirizzo economico sociale presso cui dovrebbero istituirsi le classi del Made in Italy».

Di tutto quanto la consigliera chiede lumi suggerendo alla Giunta di informare e coinvolgere maggiormente la competente commissione consiliare permanete.