Cambiamento climatico

domenica 8 Ottobre, 2023

Dolomiti Conference: «È tempo di una nuova speranza»

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A Trento 80 esperti per stilare un manifesto ambientale da portare alla Cop28

Dalla governance globale in tema di cambiamento climatico al coinvolgimento delle nuove generazioni, fino ad arrivare al giornalismo climatico. Sono alcuni dei temi toccati nel convegno «A new Hope for climate, actions beyond words», appuntamento inserito all’interno della seconda edizione della Dolomiti Conference, ospitata nella giornata di ieri a palazzo Prodi. Un evento ideato da Vision Think Tank, con la collaborazione dei founding partners Axa Italia, Autostrada del Brennero e Trentino Marketing, affiancato dalla partnership scientifica dell’università Bocconi, del Politecnico di Milano, dell’università di Trento e della Oxford Blavtanik School of Governance.

La conferenza si è sviluppata su tre giornate a Trento, il 5, 6 e 7 ottobre, con un incontro conclusivo che si terrà oggi a Bolzano. Per l’occasione Trento ha dato asilo 80 personalità di spicco tra accademici, giornalisti, policy makers, imprenditori e visionari provenienti da tutto il mondo: Cina, Stati Uniti, Europa, India, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Presenti anche importanti testate giornalistiche e televisioni come il Financial times e Al Jazeera. L’obiettivo della conferenza è trovare risposte e soluzioni per fare fronte all’attuale crisi climatica, da raccogliere sotto forma di manifesto che verrà presentato alla Cop28 che si riunirà a Dubai nel novembre di quest’anno.

Non si tratta dunque di un pur utile confronto accademico ma di un percorso che possa portare a risultati tangibili, passando attraverso lo strumento del dialogo. «Avevo precedentemente fatto riferimento al film Don’t look up con Leonardo di Caprio, il titolo di questo convegno richiama invece la saga di Guerre Stellari – commenta sorridendo il professor Francesco Grillo, direttore di Vision – Da qui nasce davvero una nuova speranza, il titolo indica duro lavoro e scambio di idee. Stiamo creando una community con persone che vengono da tutto il globo che offrono suggerimenti su come riempire l’Agenda sulla lotta al cambiamento climatico».

Un messaggio da remoto arriva anche dal ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin: «Sono certo che queste tre giornate abbiano portato ad un produttivo scambio di idee e proposte. Come governo ci impegniamo al rispetto degli accordi europei per un percorso di transizione ecologica sostenibile e realizzabile. L’intera nazione dev’essere convinta e partecipe. Apprezzo l’obiettivo di definire un manifesto di idee per il quale siamo pronti a fornire tutto il nostro supporto», le sue parole.

Sono poi stati presentati i panel al centro delle discussioni, curati da gruppi di studenti. Il primo riguardava la creazione di un quadro di riferimento per valutare la sostenibilità degli investimenti. Serve un’istituzione con un altro grado di credibilità che detti gli standard, onde ovviare al fenomeno del greenwashing e alla mancanza di terminologia comune. Da qui l’esigenza di una governance mondiale, di cui si è trattato nel secondo panel: si pensa ad un ente con un funzionamento democratico e una propria autonomia economica e fiscale.

Centrale sarebbe anche alzare il livello dell’istruzione superiore in ambito ambientale e coinvolgere il più possibile i giovani, oggi relegati ad un ruolo marginale di fronte ad una popolazione che invecchia. L’idea è quella di abbassare l’età di voto a 16 anni, introdurre il voto digitale e delineare delle quote giovanili. Il terzo punto è raggiungere zero emissioni e zero scarti. Ci si è concentrati sui servizi di consegna, con l’utilizzo di e-cargo bikes e la possibilità di introdurre sulle app collegate un’opzione di default a favore della sostenibilità, invece che della rapidità.

L’ultima parte del convegno è stata dedicata al climate journalism, con gli interventi di Alexandra Borchardt, della World association of news publishers e Pilita Clark, corrispondente ambientale del Financial times dal 2011. «Se si investe sul giornalismo climatico, s’investe sul futuro del giornalismo – spiega Borchardt – Allo stesso tempo bisogna investire anche sulla qualità, spesso ci si concentra troppo sulle problematiche e troppo poco sulle soluzioni, su cui invece c’è molto interesse. Così si disincentivano i lettori». Chiude Clark: «Tesla ed altre società che sono riuscite a fare profitti attraverso le rinnovabili hanno alzato il livello di attenzione del pubblico. Le storie di business sono sempre le più affascinanti. Gli scienziati comunichino di più con i giornalisti per una maggiore alfabetizzazione climatica».