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venerdì 17 Maggio, 2024

Bufera in Comunità di valle: il presidente toglie le deleghe all’assessora Falduti. Lei attacca: «Spinta a lasciare il mio ruolo»

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Slaifer Ziller parla di «divergenze insanabili» mentre Falduti lo accusa di averle fatto pressioni per mollare le politiche sociali

Colpo di scena alla Comunità di Valle della Val di Non, che solo un anno fa aveva dovuto cambiare il proprio presidente. Ieri, con un decreto, il presidente Martin Slaifer Ziller ha revocato la nomina come componente del comitato esecutivo a Raffaella Falduti, assessora con delega alle politiche sociali e abitative, alle politiche del lavoro e alle pari opportunità. Le sue deleghe sono state assegnate al vicepresidente Samuel Valentini, sindaco di Ville d’Anaunia. A dimostrazione del clima che si è creato, il nome di Raffaella Falduti è stato immediatamente rimosso dal sito della Comunità di Valle.
«Sono stata messa di fronte a un ultimatum», racconta l’ex assessora Falduti. «Giovedì e venerdì scorso mi sono incontrata col presidente, mi ha detto che avevo fatto un ottimo lavoro, ma che sono stata troppo tecnica e poco politica. Mi ha anche posto davanti a una scelta. O mi sarei dimessa con un pretesto, oppure mi avrebbe tolto le deleghe, perché avevo “dato fastidio” a qualcuno».
L’assessora non ha idea di chi possa essere questa persona infastidita dal suo operato. «Io non so chi possa essere. Riporto quello che mi hanno detto, ma non lo so. Questi concetti mi sono stati detti con una modalità che mi ha sconvolto. È stata una cosa intimidatoria. Io comunque non avevo motivo di dimettermi: ho sempre ricevuto molto apprezzamento per il mio lavoro».
Il presidente replica invece dicendo di non averle imposto alcun ultimatum. «Giovedì scorso abbiamo avuto una discussione», afferma Slaifer Ziller. «Le avevo detto che avevamo visioni diverse sull’amministrazione e che stava venendo meno la fiducia. La ho messa davanti alle dimissioni o alla revoca: l’obbiettivo era quello di discutere della questione assieme, per evitare una situazione da cui potessero nascere delle polemiche. Ci siamo lasciati quel pomeriggio col fatto che ci saremmo presi del tempo per riflettere: sia da parte mia che da parte sua. Il giorno dopo mi ha chiesto di nuovo un incontro. Allora sono volate parole pesanti ed è mancato definitivamente l’aspetto di fiducia reciproca. Ho capito che non c’era altro da fare che revocare le sue deleghe. Ho provato a spiegare a Raffaella che questa situazione non fa bene a nessuno, ma ho capito che abbiamo visioni diverse».
I due tratteggiano quindi due versioni dell’incontro diametralmente opposte. Da un lato un accordo consensuale, dall’altra, le accuse di intimidazione. Dal canto suo, l’ex assessora Falduti non si spiega il motivo della revoca. «È stato un fulmine a ciel sereno», aggiunge. «Il presidente ha sempre apprezzato il mio lavoro. Abbiamo sempre dialogato, a livello formale, nell’esecutivo, e anche informalmente. Abbiamo portato avanti tantissimi incontri e progetti. Ho sempre avuto un ottimo rapporto anche coi funzionari. Ho ottemperato il mio mandato con lealtà. Questo metodo intimidatorio mi ha preoccupato. Credo c’entri anche il mio ruolo di donna: non penso che qualcuno si sarebbe rivolto a un uomo in questo modo».
Il presidente della Comunità di Valle evidenzia piuttosto come le visioni tra l’assessora e l’amministrazione fossero ormai inconciliabili. «Il problema era nel modo in cui Raffaella si approcciava alle decisioni politiche del suo ambito», prosegue Slaifer Ziller. «Abbiamo cercato di capire se c’era un modo per appianare questo modo di vedere. Lei ha ha un modo di lavorare diverso, che l’ha portata ad allontanarsi dalla giunta. Le ho chiesto in più di un’occasione di portare all’interno della giunta le programmazioni politiche dell’ambito sociale di cui si occupava. Le ho detto che non lavorava male, ma che aveva bisogno di creare un filtro tra la struttura dell’ambito sociale e la giunta. In questi giorni ho incontrato il responsabile del servizio sociale, e l’ho tranquillizzato per i continui cambiamenti che stanno subendo».