Raccolta differenziata

lunedì 5 Giugno, 2023

Ambiente, cresce la raccolta degli oli esausti. Trentino-Alto Adige sul podio con un aumento del 74%

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I dati arrivano da RenOils. In un anno in Italia raccolte 53.000 tonnellate. Ennio Faino, presidente del consorzio: «L'imperfetta raccolta differenziata a livello comunale è la maggiore causa di cattiva gestione»

Fra la miriade di notizie negative riguardanti l’ambiente, è finalmente giunto un dato positivo: l’incremento della raccolta di olio esausto, rifiuto non degradabile e fortemente inquinante. Il consorzio RenOils ha registrato un aumento del 9% nella raccolta di grassi vegetali e alimentari esausti rispetto al 2021, raccogliendo 53.000 tonnellate sul territorio nazionale. Nella classifica regionale, salta all’occhio il dato del Trentino-Alto Adige, che, secondo sul podio per variazione positiva delle tonnellate raccolte, ha rilevato un aumento del 74%. Il Veneto si colloca al primo posto, avendo raccolto più di più di diecimila tonnellate di materiale di scarto. Risultati peggiori sono stati registrati in regioni come la Calabria, che ha ridotto di metà la raccolta regionale. Il presidente di RenOils comunica con orgoglio che si prevede per l’anno 2023 un’ulteriore crescita della produzione di rifiuti di oli e grassi alimentari esausti. Il consorzio, che si occupa del riciclo e del riuso dell’olio esausto, garantisce un servizio capillare che tocca i vari comuni italiani: contando un numero totale di 58.143 punti di prelievo. RenOils si basa sull’appoggio di varie associazioni locali che permettono il coinvolgimento capillare della popolazione, ancora troppo poco sensibilizzata al riciclo dell’olio. Lo scorretto smaltimento di questo, infatti, costituisce un impattante fattore inquinante per l’ambiente. La dannosa abitudine di buttare l’olio esausto nel lavandino della cucina crea problemi alla depurazione delle acque e fa di conseguenza lievitare le spese pubbliche per la gestione dei depuratori. D’altra parte, rappresenta un rilevante problema anche per l’agricoltura, che viene compromessa dalla presenza di questa sostanza che rende il suolo sterile. Si stima che all’anno vengano dispersi in ambiente fino a 70 mila tonnellate di oli. Al contrario, un corretto recupero di questo materiale creerebbe in primis un beneficio economico, ma anche uno ambientale. Infatti, la raffinazione di questo materiale porta alla produzione di sostanze riutilizzabili nell’industria chimica, portando un beneficio all’economia interna del paese. Inoltre, il riciclo di ogni tonnellata di olio esausto non disperso in ambiente, porta al risparmio di 2,4 tonnellate di gas serra. Il consorzio RenOils si pone infine l’obbiettivo di ottimizzare la parcellizzazione del servizio, rendendolo più accessibile alla popolazione: «Il consorzio RenOils si è impegnato nel servizio di raccolta domestica nei piccoli comuni italiani, spesso più difficili da intercettare. Ma la risposta dei cittadini, che abitano i borghi e le piccole cittadine, è sempre molto positiva, perciò continueremo a mettere in campo ulteriori azioni di sensibilizzazione per massimizzare la raccolta differenziata».