il monito
giovedì 3 Luglio, 2025
Tre anni dal crollo della Marmolada, il Club Alpino Italiano: «Gli eventi catastrofici degli ultimi giorni ci facciano riflettere»
di Redazione
Mario Vaccarella: «Crisi climatica? La montagna ne risente maggiormente, per la sua fragilità intrinseca»
Il crollo del ghiacciaio Marmolada, avvenuto il 3 luglio 2022, ha causato la morte di 11 escursionisti e il ferimento di altri 8. In occasione del terzo anniversario, il Club Alpino Italiano si impegna a mantenere alta l’attenzione sulle conseguenze della crisi climatica nei territori montani.
«A tre anni da quel disastroso e tragico incidente, ricordiamo con sommesso dolore le vittime. Gli eventi catastrofici di questi giorni, che si ripetono, da San Vito di Cadore a Bardonecchia, causati da fenomeni estremi sempre più frequenti, che siano le piogge violente o gli eccessi di calore, ci devono ancora una volta far riflettere sulle nostre azioni e politiche industriali che incidono direttamente sulle emissioni di CO2 e di conseguenza sul clima. In particolare, la montagna ne risente maggiormente, per la sua fragilità intrinseca» – afferma Mario Vaccarella, componente aggiunto del Comitato Direttivo Centrale per le tematiche ambientali ed escursionistiche -. Il Club Alpino Italiano e la sua Presidenza sono consapevoli di ciò e intendono impegnarsi in modo sostenibile in tutte le attività che saranno effettuate. Attività che dovranno avere alla base buone pratiche e comportamenti virtuosi, per quanti frequentano la montagna, in modo da ridurre l’impronta ecologica generata e incidere il meno possibile sui cambiamenti climatici”.
«Quest’anno verranno ripetute due iniziative in due ghiacciai, Adamello e monte Rosa, insieme ad altri enti (Comitato Glaciologico Italiano, Cipra e Legambiente), per sensibilizzare e far conoscere quanto più possibile la problematica e rendere consapevoli i cittadini», conclude Vaccarella.
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