il lutto

lunedì 19 Febbraio, 2024

Tesero dice addio a Adriano Iellici. Visse da sindaco il disastro di Stava

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Oggi alle 14 l’ultimo saluto: aveva 74 anni. La sindaca Ceschini: «Ha dato tanto alla comunità»

È improvvisamente scomparso ieri dopo una breve malattia Adriano Iellici, geometra 74enne, sindaco di Tesero dal 1980 al 1990, il sindaco che ha vissuto la tragedia di Stava e gestito il primo lustro della ricostruzione, prolungatasi a lungo e spesso costellata di difficoltà.
Professionista a riposo ha ricoperto la carica di consigliere-tesoriere del collegio dei geometri e membro della Commissione per la tutela del paesaggio.
Rieletto a maggio del 1985, Adriano Jellici ha dovuto convocare la prima seduta operativa del consiglio comunale della sua seconda consiliatura, dopo la sua elezione, nella sede della banda poiché il municipio era occupato dalla gestione soccorsi, ci racconta Maurizio Zeni, che era consigliere di minoranza e che nel ’90 ha preso il suo posto. «Ricordo prima lo smarrimento e poi la batosta dell’avviso di garanzia che lo aveva coinvolto assieme a tutto il consiglio per aver autorizzato il secondo bacino di Prestavel. Per fortuna le carte ci avevano scagionato. È stato un sindaco che ha saputo ascoltare e anche cambiare idea in qualche occasione e dopo Stava c’è stata una grande collaborazione anche con le minoranze».
«È una gran perdita – esordisce Piero Degodenz che a quel tempo aveva 23 anni – Io sono entrato in consiglio con lui, ero un ragazzo. Sulla questione di Stava avevo delle visioni un po’ diverse da Adriano – afferma l’ex consigliere provinciale – non pensava in grande ma è stato una persona che ha dato tantissimo al paese, che viveva di volontariato, si confondeva con la gente, è stato determinante anche per i Mondiali, ho sempre avuto un ottimo rapporto con lui. Per me c’è stato da sindaco fino a pochi mesi fa perché è una delle persone che ho sempre sentito in occasione delle mie candidature. Lo ritengo uno degli opinion leader importanti del paese».
Per Degodenz Adriano Iellici era un po’ «verde», una persona che ha sempre difeso il territorio, «bisognava spiegargli bene le cose, anche con gli impianti a fune», ricorda Degodenz, ma che aveva anche uno stile di vita orientato in questa direzione. Ricordano tutti che faceva parte di un gruppo, «La mola mae», che si ritrovava in una baita sul Cornon. Un uomo molto socievole è il quadro che emerge dai commenti di coloro che lo hanno conosciuto da vicino, attivo, disponibile. Era stato il primo presidente della Scuola musicale, carica che allora nessuno voleva ricoprire, è stato nella Croce bianca ed nell’associazione «Giuliano per l’organo», oltre che ed dirigente e presidente dell’US Cornacci. «Era molto attento alle richieste dei sinistrati di Stava e capace di ascolto – conclude Degodenz – oltre ad essere una mente pensante».
Proprio lo scorso anno l’Amministrazione comunale ha voluto conferire ad Adriano il diploma di benemerenza per essersi distinto a favore della collettività in modo particolare per il suo ruolo di Sindaco nel 1985, anno della tragedia di Stava. «L’Amministrazione comunale è vicina ai famigliari in questo momento di dolore – ha dichiarato la sindaca Elena Ceschini – se ne è andata una persona che ha dato tanto alla comunità di Tesero, e il suo contributo è stato riconosciuto ufficialmente l’anno scorso in occasione della festa patronale di san Eliseo».
Adriano Jellici lascia la moglie Carmela e le figlie Morena ed Erica. Il funerale avrà luogo lunedì 19 febbraio alle ore 14.00 nella chiesa di S. Eliseo. Seguirà l’inumazione al cimitero di Tesero.