Rovereto

venerdì 28 Ottobre, 2022

Tabaccaio derubato dell’incasso con un tranello: «Avevano studiato i miei movimento»

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Lo pneumatico tagliato, il blitz nel furgone, poi la fuga con lo zainetto dei contanti. La vittima: «Erano organizzati»

Quando ha sentito il «click» con cui il ladro, sotto il suo naso, è entrato nell’abitacolo dell’auto, Luca Pagliaro, edicolante di Rovereto ha capito: dietro a quello che gli stava succedendo c’era un piano studiato nei dettagli. Prima qualcuno gli aveva tagliato le gomme del furgone, ma non si trattava di un «banale» atto vandalico. Era un diversivo. Quando ha visto lo pneumatico a terra si è comportato di conseguenza: armandosi di pazienza ha cominciato sostituirlo. Nell’esatto momento in cui ha preso in mano il ruotino di scorta eccolo, il «click»: una persona, incapucciata si è infilata nell’abitacolo, ha preso lo zaino in cui c’era l’incasso della giornata, l’ha afferrato ed è scappato via a gambe levate. Poco più avanti, il palo lo aspettava con l’auto con il motore acceso. Via coi soldi, il più lontano possibile.

Una brutta disavventura, accaduta ieri sera, giovedì 27 novembre, sul lungo Leno: il commerciante ha già provveduto a sporgere denuncia al locale comando dei carabinieri. «Non ho avuto paura, ma solo rabbia – racconta – perché ho capito che il colpo era stato pianificato da tempo. Forse mi spiavano da settimane. E anche perché il malfattore mi è sfuggito per pochissimo, l’avevo quasi preso». Molte, troppe le cose che i ladri sapevano di lui: qual era la sua auto, dove l’aveva parcheggiata, quel giorno un po’ lontano dalla sua edicola – tabaccheria che si trova tra via Circonvallazione e via Maioliche («Non trovavo posto», spiega). Il momento giusto, quando la vittima aveva il ruotino in mano e non poteva reagire prontamente. Infine, la certezza dell’obiettivo: lo zaino dove aveva messo l’incasso. «Ha mirato solo a quello – precisa – senza nemmeno guardare che altro c’era nel furgone. Poi l’incapucciato è fuggito come una lepre, fino a raggiungere il complice». La conclusione è logica: «Seguivano i miei movimenti, conoscevano le mie abitudini: non è stata una cosa improvvisata. Purtroppo c’è un problema di delinquenza a Rovereto, in particolare in questa zona, dove, già in passato, sono avvenuti episodi poco piacevoli».