Animali
lunedì 14 Novembre, 2022
Sofferenti e malnutriti sequestrati sette cani. I cuccioli venduti online fino a 800 euro
di Davide Orsato
L’operazione della polizia locale di Rovereto, richiama l’attenzione sul fenomeno del boom di vendite di cuccioli durante il lockdown
Li hanno trovati in condizioni pietose: deperiti, malnutriti, bisognosi di cure. Quando la polizia locale di Rovereto e delle valli del Leno, una volta avuto l’ok da parte dell’autorità giudiziaria li ha sequestrati per affidarli a un’organizzazione no profit ne ha trovati sette: erano siberian husky, pastori tedeschi, labrador. Tenuti in un condominio, senza avere possibilità di stare all’aria aperta se non, in base almeno alle prime testimonianze raccolte, poche minuti al giorno, quando venivano nutriti in modo sbrigativo. Si tratta di uno dei più importanti sequestri di animali degli ultimi tempi in Trentino quello effettuato in una località da Rovereto: un’operazione «figlia» di diverse segnalazioni alla magistratura, con la procura della città della Quercia che avrebbe già aperto un fascicolo al riguardo. Cani di razza, dunque o, almeno millantati come tali. Dettaglio, quest’ultimo, importante, perché i loro cuccioli (tra gli esemplari sequestrati c’è un pastore tedesco di pochi mesi) vendevano venduti a caro prezzo: ottocento euro con il pedigree, seicento senza, con variazioni di listino a seconda delle razze.
Gli annunci che li riguardavano, fino alla scorsa estate si trovavano sui siti web di compravendita tra privati: una foto «tenera» e la richiesta di soldi. E, a quanto pare, la domanda c’era. In particolare era andata bene durante il lockdown, quando molti roveretani, come, del resto, tanti altri in Italia, hanno deciso di «adottare un cane» un po’ per avere compagnia, un po’ per avere una valida scusa, in base ai dpcm, per uscire di casa. Un comportamento che ha favorito «allevatori» improvvisati e poco coscienziosi, come sembrerebbe essere nel caso di Rovereto.
Da tempo alcuni animalisti avevano segnalato la situazione sospetta, vedendo lo stato degli animali le rare volte che venivano fatti uscire. C’era poi stato un ritrovamento inquietante: un cane, privo di vita, abbandonato in un campo all’interno di un sacco dell’immondizia: il microchip ha permesso di risalire ai proprietari, gli stessi che stavano tenendo molti altri animali nella propria abitazione. «Ci era scappato», non sapevamo che fine avesse fatto, la loro linea di difesa.
Il sequestro, con la successiva consegna dei cani al parco canile Arcadia, potrebbe essere solo il primo passo di una vicenda destinata ad avere altri strascichi sul piano giudiziario. Non è, in ogni caso, materiale esclusivo per la procura: in campo anche i servizi sociali, chiamati a valutare quella che appare essere una difficile situazione familiare.
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