gli sfratti

venerdì 27 Gennaio, 2023

Sfratti rinviati, ma è necessario che le istituzioni decretino lo stato di emergenza abitativa e si trovino soluzioni dignitose

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Lo sportello «Casa per tutti» aveva organizzato per questa mattina una mobilitazione per permettere a due nuclei familiari di rimanere a vivere in quella che da anni è la loro casa nonostante il procedimento di sfratto avviato da ITEA. L’ufficiale giudiziario posticipa lo sgombero al 17 marzo

Solo grazie alla mobilitazione non abbiamo altri 3 adulti e 3 minori in strada o collocati d’urgenza in comunità. Tante persone si sono ritrovate questa mattina ai due picchetti antisfratto che abbiamo promosso in solidarietà con la famiglia Njahi alle Torri di Madonna Bianca e con Luciano Vitelli a San Lazzaro. Entrambi gli appartamenti sono di ITEA e la richiesta di sfratto è stata avallata dalla Presidente Gerosa (come confermatoci dall’avvocata di ITEA mandata in rappresentanza) senza considerare la situazione personale, come l’età o la presenza di figli minori, e senza che nessuno, nemmeno i servizi sociali, proponessero una valida alternativa che tenga conto del loro radicamento sociale, delle relazioni instaurate e della vita dei minori.

L’ufficiale giudiziario ha dovuto rinviare gli sfratti al 17 marzo per il signor Vitelli e al 3 maggio per la famiglia Njahi: è un primo passo che permette di tirare una boccata di ossigeno, ma non risolve il problema e lo stato di angoscia e precarietà che le persone sotto sfratto si stanno vivendo.

Se invece gli sfratti fossero stati eseguiti, ci ritroveremo oggi con altri 2 alloggi di edilizia pubblica inutilizzati che andrebbero ad aumentare il numero degli oltre 1.000 appartamenti lasciati vuoti da ITEA. Come abbiamo già ampiamente ribadito, non è vero che viene negato un diritto a famiglie in attesa di alloggio se gli sfratti non venissero eseguiti, semmai è vero il contrario: ci sono troppe famiglie in graduatoria da molti anni alle quali ITEA e le istituzioni provinciali negano il diritto all’abitazione.

Continueremo perciò a mobilitarci in tutti i modi possibili per bloccare sfratti che sono una vera e propria barbarie, che dividono le famiglie e rendono ancora più difficile l’esistenza di adulti e minori.

I vertici delle istituzioni comunali e provinciali non possono fare finta di nulla: è necessario affrontare la problematica in tutti i suoi aspetti, mettendo in campo ulteriori risorse, rivedendo leggi e regolamenti iniqui e non più attuali. Per prima cosa interrompendo questa catena di sfratti e poi intervenendo in modo strutturale, con un’azione coordinata e plurale tra tutti gli enti e le istituzioni coinvolte, senza abbandonare le persone di fronte alle difficoltà della crisi.

Per questo nelle prossime settimane, in occasione del Consiglio provinciale, saremo in presidio in piazza Dante per portare la voce di chi è sotto sfratto e vive in condizioni di precarietà abitativa. C’è un’emergenza in corso, nessuno può fare finta di non sapere!