CONSIGLIO PROVINCIALE

giovedì 12 Gennaio, 2023

ProVita porta in Consiglio l’«attacco» ai minori trans

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Ieri è stata presentata alla V Commissione la petizione per contrastare l’«ideologia gender», in appoggio al disegno di legge di Claudio Cia (FdI) ma Futura non ci sta.

La petizione presentata alcuni mesi fa da ProVita al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder è arrivata in V Commissione. Ieri l’illustrazione, per bocca del portavoce nazionale dell’associazione Alessandro Fiore: «L’obiettivo — ha spiegato — è quello di arginare la diffusione di quella che viene definita ideologia gender. I messaggi che vengono veicolati nelle scuole puntano spesso a mettere in luce positiva il cosiddetto gender fluid». Una tesi che a Paolo Zanella (Futura) ha fatto rizzare i capelli: «Le solite tesi complottiste contro il presunto indottrinamento da parte della fantomatica lobby gay che vorrebbe scardinare l’ordine costituito. E il minestrone per spaventare chi non sa di cosa si stia parlando è servito. Deliri a tratti privi di fondamento, a tratti oscurantisti».
Zanella se la prende direttamente anche con il portavoce nazionale Alessandro Fiore, ricostruendone l’albero genealogico: «È uno degli 11 figli di Roberto Fiore, fondatore di Forza Nuova, arrestato l’ottobre 2021 per l’assalto fascista alla sede della Cgil». Che ProVita sia ancorata alla cultura politica di destra non è una novità, e nemmeno le argomentazioni contrarie ai diritti civili per le persone omosessuali sono dissimulate: «Nelle scuole — ha infatti ribadito Fiore davanti alla V Commissione — si sta diffondendo la pratica di prendere in considerazione gli studenti in base alla loro dichiarazione di appartenenza sessuale, al di là di quella biologica. Una pratica — ha insistito — che arriva, in molti casi, alla richiesta di un cambio effettivo di sesso». Il portavoce di ProVita si è dunque scagliato contro quello che definisce un «fenomeno stimolato dall’emulazione sociale, che si diffonde anche attraverso i social», come se la decisione di cambiare la propria identità sessuale potesse modificarsi guardando semplicemente un video su TikTok. «C’è la necessità di riportare il dibattito su questi temi in modo profondo e di riconsegnare la libertà e la responsabilità educativa delle famiglie».
Ma Zanella non ci sta, e attaccando la petizione di ProVita attacca anche il disegno di legge di Claudio Cia (Fratelli d’Italia), che recepisce la petizione con l’intenzione di farla diventare legge della Provincia: «Petizione e disegno di legge non promuovono la libertà educativa nelle scuole — afferma — ma intendono annullare l’autodeterminazione di bambini e bambine, ragazze e ragazzi, giovani con varianza di genere che esistono, e che quando manifestano segnali di disagio rispetto a una società che non prevede la loro esistenza — afferma — vanno accompagnati in un percorso che ne legittimi l’esistenza e dia loro la serenità per ascoltarsi e per sentirsi inclusi, senza che per forza siano riportati dentro a una supposta normatività».
Come Zanella la pensa anche Lucia Coppola (Europa Verde): «La diversità dei bambini e degli adolescenti dev’essere tutelata», spiegando che altrimenti «si incrementa il bullismo». E osservando che «se oggi ci sono più persone si sentono libere di essere se stesse è perché si vive in un una società che accetta maggiormente gli altri».
Di parere opposto i leghisti Devid Moranduzzo e Gianluca Cavada: «È sbagliato che nelle scuole, nella fase delicata dell’età evolutiva, entri l’ideologia gender». E Mara Dalzocchio, che della Lega è la capogruppo: «Nessuno vuole impedire a giovani con disforie sessuali di seguire i percorsi con i propri psicologi», osservando però che «c’è un’influenza culturale dell’ideologia gender che richiede una grande cautela».