L'ìindagine

venerdì 3 Novembre, 2023

Nidi, in Trentino oltre 600 bimbi in lista d’attesa

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Le aree periferiche soffrono la carenza. Primiero maglia nera

Non è tutto oro quel che luccica. Nella cartina dell’Italia il Trentino brilla per l’offerta di servizi socio-educativi per la prima infanzia (0-3 anni). Si piazza al quinto posto nella classifica nazionale. Ma se si aumenta lo zoom la fotografia passa in chiaroscuro. Il Trentino brilla molto meno. Si scopre un notevole divario territoriale: le grandi aree urbanizzate (Val d’Adige e Vallagarina) eccellono, invece le aree «periferiche» (Piana Rotaliana e Primiero) soffrono la carenza di posti.
In estrema sintesi: un conto è crescere i figli a Trento, un altro è crescerli in Primiero. Il quadro (intra)territoriale è offerto da Ispat. Nei giorni scorsi l’Istituto provinciale di statistica ha pubblicato i dati più recenti sulla «valutazione quantitativa» del nido d’infanzia. Va detto che non sono conteggiati i servizi socio-educativi privati, che in molti casi rappresentano più che una stampella. La fotografia è datata 31 agosto 2022 (solo i dati di Val di Fassa e Paganella non sono disponibili). È passato un anno, ma i numeri rispecchiano la situazione attuale.
In tutta la provincia ci sono oltre 600 bimbi nelle liste d’attesa degli asili nido, per la precisione 626. Tutte famiglie che hanno fatto richiesta, ma non hanno trovato un posto disponibile. A livello generale ogni 100 richieste solo 14 restano inevase. Ma se si escludessero le città di Trento e Rovereto, la media di domande inevase sarebbe più alta.
La capacità di risposta delle singole Comunità di valle è molto variegata. Tecnicamente si parla di «grado di copertura della domanda effettiva», ossia la percentuale di accoglimento delle richieste effettive.
I valori più alti sono appunto in Val d’Adige e Vallagarina, che sono rispettivamente al 97,3% (34 bimbi in lista d’attesa) e al 96,3% (32 in attesa). Fra i territori meno urbanizzati la Val di Fiemme rappresenta un’anomalia: la Comunità di valle risponde addirittura al 100% delle domande.
Tutt’altro discorso nel resto del Trentino. Nella Piana Rotaliana il grado di copertura è al 48,1% (109 bimbi in attesa): su 100 domande 52 restano inevase. Cifre simili in Primiero: la percentuale si ferma al 51,7% (28 in attesa). In Valle dei Laghi al 57,6% (25 in attesa). Si passa poi al 68,1% in Alta Valsugana e Bersntol (35 in attesa).
Complessivamente in Trentino si contano 3.827 posti nei nidi d’infanzia, di cui solo la metà in Val d’Adige (1.240) e Vallagarina (834). Qual è il grado di copertura della domanda potenziale? Cioè, qual è il rapporto tra i posti disponibili e il numero di bimbi residenti con un’età inferiore ai 3 anni? In provincia la percentuale si colloca al 30,5%: ogni 100 bimbi ci sono 30,5 posti. Ma ancora una volta il divario territoriale è marcato.
La Val d’Adige arriva al 42,5% (su 2.919 bimbi), gli Altipiani Cimbri al 40,4% (su 99 bimbi) e la Vallagarina al 39% (su 2.136 bimbi). Nelle ultime posizioni troviamo di nuovo la Rotaliana (12,2% su 829 bimbi), la Valle dei Laghi (13,5% su 252 bimbi) e il Primiero (14% su 214 bimbi).
Nel complesso dei servizi socio-educativi (non solo i nidi), secondo i dati Istat, la copertura del Trentino è superiore alla media nazionale: il 37% contro il 27%. La soglia europea minima è il 33%. Se considerassimo solo i nidi, 7 Comunità di valle su 16 sarebbero sotto la media nazionale.