Lo studio

giovedì 23 Maggio, 2024

L’indagine dell’Azienda sanitaria: un giovane su dieci ha sintomi di depressione

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Più a rischio i giovani stressati dall’impegno scolastico, che non si sentono sostenuti dagli insegnanti e dai compagni di classe

La salute mentale dei giovani è un tema di crescente rilevanza nella società contemporanea. E a dimostrarlo sono i dati: nazionali ma anche locali. Come il report sulla popolazione giovanile residente nella provincia di Trento, condotto dall’azienda provinciale per i servizi sanitari. Risultato: lo studio – dal titolo «Benessere e salute mentale dei giovani trentini» ha evidenziato una serie di dati che richiedono una riflessione. Uno degli aspetti emersi da questa ricerca è che la soddisfazione complessiva della vita tra i giovani trentini è piuttosto elevata, con l’83% dei ragazzi che si dichiara soddisfatto della propria vita. Tuttavia, si osserva una tendenza alla diminuzione della soddisfazione con l’avanzare dell’età, e in particolare le ragazze sembrano essere meno soddisfatte dei coetanei maschi. In generale, la ricerca – che indaga soddisfazione di vita, self-efficacy, sintomi di depressione, determinanti della salute mentale – riporta i dati sui sintomi della depressione nei giovani trentini. Risultato: uno su dieci presenta sintomi di depressione.
Un altro elemento di rilievo riguarda la self-efficacy, ossia la convinzione di avere le capacità adeguate per raggiungere obiettivi e per affrontare sfide. Solo il 17% dei giovani trentini ha un alto livello di self-efficacy; le ragazze mostrano una minore fiducia in se stesse rispetto ai ragazzi. Sono state inoltre messe in luce dalla ricerca diffuse esperienze di solitudine tra i giovani trentini, con poco più di una persona su 10 che ne soffre. Le ragazze risultano essere particolarmente colpite da questa condizione, con il 18% di loro che segnala una condizione di solitudine per la maggior parte del tempo.
I sintomi di depressione rappresentano un aspetto preoccupante, che coinvolgono circa uno su dieci tra i giovani trentini. Le ragazze sono maggiormente a rischio, con il 53% che riporta una condizione di malessere rispetto al 28% dei ragazzi. Tra i fattori che influenzano la salute mentale dei giovani, l’ambiente familiare e scolastico giocano un ruolo fondamentale. La qualità delle relazioni familiari e il supporto sociale sono elementi cruciali per il benessere psicologico dei giovani. Inoltre, l’ambiente scolastico può influire notevolmente sul loro stato emotivo, in quanto molti giovani non si sentono supportati dai compagni di classe e dagli insegnanti e sono più a rischio di sviluppare sintomi depressivi.
In sintesi, i risultati di questa ricerca evidenziano l’importanza di prestare maggiore attenzione alla salute mentale dei giovani e di adottare misure concrete per migliorare il loro benessere psicologico. Investire nelle relazioni familiari, promuovere la self-efficacy e creare ambienti scolastici inclusivi e solidali sono fattori che potrebbero contribuire significativamente a ridurre il rischio di problemi mentali tra i giovani. Inoltre la pressione sociale e l’ambiente scolastico possono essere fonti di stress rilevante per gli adolescenti. È importante che essi trovino supporto nelle relazioni familiari e con i coetanei, e che abbiano spazi dove esprimere i propri sentimenti e le proprie difficoltà. L’attività fisica, lo sport, possono essere validi strumenti per gestire lo stress e favorire il benessere mentale dei giovani.
Con simili premesse, in tutto il Paese le associazioni studentesche – specie a livello universitario – chiedono l’istituzionalizzazione di sportelli psicologici adeguati, sia nelle scuole superiori secondarie sia, come detto, negli atenei. A chiederlo sono i rappresentanti dell’Unione degli Universitari (Udu) e della Rete degli studenti medi, che sostengono il disegno di legge «Chiedimi come sto». Il progetto di legge, per ora fermo, riporta un dato esplicativo: uno studente su tre, qualora ne avesse la possibilità, approfitterebbe del servizio di supporto psicologico. Come a dire: il bisogno c’è.