Val di Fassa

domenica 11 Febbraio, 2024

Non vedente denuncia: «A Moena l’hotel non ha voluto il mio cane guida»

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Contattato dalla onlus «Vorreiprendereiltreno», l’albergatore ha fatto retromarcia, ma la donna si è rifiutata di prenotare: «Non mi interessa un albergo che discrimina»

«Spiacenti, ma non accettiamo cani». È la risposta che, incredula, ha ricevuto F., una donna non vedente, abituata a spostarsi sempre accompagnata dal suo cane guida un labrador. Questa volta la segnalazione, giunta a «Vorreiprendereiltreno», l’Onlus fondata dall’attivista Iacopo Melio che si occupa di diritti delle persone disabili riguarda una struttura ricettiva del Trentino. Per la precisione di Moena, in val di Fassa. «Il mio più grande desiderio — spiega F. — era fare una vacanza all’insegna del relax in montagna. La scelta del luogo dove andare era ricaduta su Moena, dove avevo trovato un bellissimo albergo. Invio una mail per chiedere una prenotazione, facendo logicamente accenno al fatto che sarei stata accompagnata dal mio cane». La risposta, però, è stata negativa. «Purtroppo il nostro regolamento, pubblicizzato anche sul nostro sito, non prevede l’accesso di animali di alcun genere in struttura — le parole dell’albergo riportate sempre da F. — ragion per cui, per mantenere fede a queste informazioni, anche a tutela degli ospiti che invece ci scelgono proprio per questa clausola ci troviamo costretti, con profondo dispiacere, a non poter derogare».

Dopo il ricorso della onlus prenotazione accettata 
A quel punto, la donna cerca di farsi valere appellandosi alla legge, che prevede l’obbligatorietà di accettare il cane guida. Quindi il ricorso alla Onlus, che si occupa di contattare l’albergo. Spiegando che la normativa in vigore è, per l’appunto «inderogabile» e che la struttura sta attuando un comportamento discriminatorio. «Mi hanno immediatamente richiamata — conclude F. — dicendomi che avrei potuto procedere con la prenotazione. Naturalmente rifiuto: non mi interessa un albergo che discrimina. Continuo a chiedermi, però, come sia possibile che noi, persone con disabilità, possiamo veder riconosciuti i nostri diritti solo quando una Onlus decide di intervenire per difenderli». In val di Fassa, su decine di alberghi, sono pochissimi quelli che esplicitano di non voler animali domestici. Anche a Moena si contano sulle dita di una mano. A prescindere dalla «linea aziendale», però, il cane guida va sempre accolto, in tutti i luoghi pubblici: lo prevede una normativa risalente agli anni ‘70 e aggiornata da una seconda legge del 2006.