il caso

giovedì 30 Marzo, 2023

Inceneritore, sindaci rotaliani tra dubbi e preoccupazioni

di

Secondo il presidente della Comunità Rotaliana Königsberg, Gianluca Tait, il problema dei rifiuti va affrontato ma valutando con attenzione l'impatto del termovalorizzatore sui territori

Sono ormai lontani i tempi delle manifestazioni, e delle marce su Trento con i trattori, contro l’inceneritore che la Provincia, quindici anni fa, voleva costruire ad Ischia Podetti. Oggi lo spauracchio di un termovalorizzatore si ripresenta, però i tempi e la tecnologia sono cambiati. Pertanto non sussiste più, specie tra i contadini che temevano la contaminazione delle loro campagne, l’incubo di un tempo; tuttavia un forte senso di preoccupazione e timore rispunta tra gli abitanti della Piana rotaliana. L’argomento è stato affrontato anche nell’ultimo consiglio dei sindaci, dove ognuno ha richiamato la necessità di prestare la massima attenzione all’evolversi dell’iter progettuale. «Abbiamo solo preso atto delle varie ipotesi avanzate dalla Provincia – spiega il presidente della Comunità Rotaliana Königsberg, Gianluca Tait – e, al momento, non abbiamo assunto alcuna posizione». Nella riunione, l’ingegner Matteo Zandonai, componente del comitato esecutivo della Comunità, esperto nelle politiche di energie rinnovabili, ha spiegato e illustrato con l’ausilio di diapositive raffiguranti le varie ipotesi, quali vantaggi e svantaggi presentano le diverse classificazioni di impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti. «Per noi è davvero una fortuna – commenta Tait – poter contare su un vero professionista e competente in questo settore che saprà darci i suggerimenti e le giuste indicazioni quando andremo ad elaborare un documento con le osservazioni da inviare in Provincia. Diciamo che ci siamo resi conto dell’impatto che un termovalorizzatore avrebbe sul nostro territorio, ma è necessario raccogliere altre informazioni».
Un atteggiamento, quindi, collaborativo verso la Provincia, anche se permangono parecchi dubbi. Come conferma Renato Tasin, vicepresidente della Comunità e sindaco di Terre d’Adige: «Sicuramente siamo preoccupati, perché bisogna capire bene quali saranno i volumi dei rifiuti e quali garanzie conterrà il progetto per la salubrità del nostro territorio. Non possiamo nasconderci dietro un dito perché il problema rifiuti va affrontato, però dobbiamo anche chiederci se, economicamente, ne valga la pena e se esistono altre soluzioni in alternativa».
Anche a Lavis gli abitanti manifestano una palese sensibilità all’argomento; vivere con un inceneritore a due passi da casa non piace a nessuno, specie su un territorio che già subisce, per effetto dell’Ora del Garda, l’invasione di polvere sottili che il vento trascina da Trento verso Nord. «Anche se la questione sembra sia ancora in alto mare – osserva il primo cittadino del borgo lavisano, Andrea Brugnara, non possiamo dire di non essere preoccupati. Vogliamo capire: cosa, dove e come. Ossia, che tipo di impianto, dove lo si farà e con quali criteri. Nel senso che l’ipotesi di un termovalorizzatore sta in piedi solo se il calore viene recuperato e utilizzato».
A Lavis tutti ricordano le proteste dei contadini e la marcia su Trento del 2010 conto l’inceneritore. È possibile che riesploda la contestazione popolare? Secondo Brugnara siamo ancora fermi alla fase embrionale. «È un problema destinato ormai ad essere preso in mano dopo le elezioni di ottobre. Da quel momento sarà sicuramente doveroso seguire con la massima attenzione quel che succederà, specie sulle modalità e la gestione del progetto. Dovremo sapere cosa si costruirà sulla base di percentuali di rifiuti che non sono ancora del tutto chiare. Insomma: ci sono ancora troppe incognite che non sono state affrontate».
Mezzocorona è il paese nel quale avvenne quindici anni fa un’autentica alzata di scudi contro l’inceneritore. La situazione, adesso che si ripropone l’ipotesi Ischia Podetti, com’è? «Non siamo contrari a priori – afferma il sindaco Mattia Hauser – ma metteremo in evidenza la non convenienza economica della proposta sul piatto, indicheremo che Ischia Podetti, come confermato da tutti gli studi fatti, anche da quelli commissionati dalla Provincia, risulti essere il peggior sito in assoluto per collocare l’impianto. Inoltre, avanzeremo delle proposte in alternativa che coinvolgano nel ragionamento anche Bolzano, per agire come Regione. Il tutto, ben consapevoli che ogni territorio dovrà fare del proprio meglio».