Il fenomeno
mercoledì 11 Gennaio, 2023
Educazione parentale (a casa): post Covid oltre 400 studenti trentini coinvolti. Nel 2014 erano 40
di Redazione
Gruppi di genitori che insegnano ai ragazzi: la nuova via (alternativa) alla scuola pubblica è in piena crescita. E la Provincia prepara un regolamento per la valutazione
I numeri segnano un exploit sensibile. Dopo l’emergenza Covid, in Trentino, l’educazione parentale ha subìto un incremento esponenziale: da 40 studenti nel 2014 ai 400 attuali. Il dato emerge dai lavori della quinta commissione consiliare che ha dato voto favorevole alla delibera sullo schema di regolamento per la valutazione dei ragazzi che vengono seguiti dai genitori.
Ed è proprio in virtù di tali numeri che la giunta provinciale ha presentato una delibera sullo schema di regolamento per la valutazioni degli studenti che scelgono l’educazione parentale (gruppi di genitori che scelgono di educare i figli in alternativa alla scuola pubblica). L’assessore provinciale Mirko Bisesti ha affermato che si regolamenta ulteriormente quella che viene definita l’educazione parentale che si è rilevata importante nel periodo Covid, «anche se al centro deve rimanere la scuola pubblica che è un elemento, oltre che di formazione. Il dirigente generale del dipartimento istruzione Roberto Ceccato ha detto che «si è evidenziata una forte crescita dell’educazione familiare e quindi la scuola pubblica deve intervenire per valutare la preparazione di questi ragazzi».
La dottoressa Monica Zambotti ha affermato che l’obiettivo è quello di tutelare le competenze dei bambini e delle bambine in coerenza con gli obiettivi della scuola pubblica. Il fenomeno è in grande espansione, ha ricordato: si è passati da 40 studenti nel 2014 – 2015 e oggi, anche sotto la spinta del Covid, ci sono 400 studenti che seguono l’educazione parentale. Il regolamento perfeziona il sistema di valutazione, tutelando la scelta dell’istituto. C’è, inoltre, anche la possibilità di regolamentare le esperienze delle scuole non equiparate e dei percorsi di quelli che un tempo si chiamavano istitutori.
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