La protesta
venerdì 26 Maggio, 2023
Gli studenti occupano Sociologia. «Il Festival ignora i provvedimenti di Meloni. Protestiamo contro il mito della neutralità del sapere»
di Redazione
La protesta nella mattinata di oggi, venerdì 26 maggio. Proprio nella sede del dipartimento era atteso l'intervento del ministro
Lo striscione è apparso di prima mattina, sulla facciata del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale, in via Verdi: «Uno spazio aperto in una città chiusa». L’occupazione, spinta dallo slogan «L’università è nostra» precede l’intervento di Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste che doveva intervenire proprio a Sociologia. L’evento è stato quindi spostato.
Sempre oggi, al Festival dell’economia, è atteso l’intervento (da remoto, non più in presenza) della premier Giorgia Meloni.
«La nostra – dicono i ragazzi – è una protesta contro chi ha militarizzato la città per un evento che non è altro che una passerella per ministri e amministratori delegati. Qui proporremo uno spazio di confronto aperto». L’assemblea studentesca ha spiegato nel dettaglio le ragioni della protesta contro il Festival dell’Economia. «In risposta all’occupazione della nostra città da parte del Festival dell’Economia, come studentX abbiamo sentito la necessità di riappropriarci pacificamente degli spazi che attraversiamo nel quotidiano. desideriamo rendere Sociologia – e l’Università – uno spazio aperto a tutta la cittadinanza in cui dibattere e discutere su come creare un futuro alternativo, dal basso, collettivo».
Gli studenti, in particolare, contestano la mancanza di un contradditorio e l’assenza di spirito critico verso i provvedimenti del governo, che sarà presente in modo massivo nei giorni della kermesse, diciotto su ventiquattro quelli presenti. «Occupiamo perché qui si svolge un Festival che nulla ha a che fare con l’Università e con chi la abita, perché la lotta parte anche da qua». Ancora: «Occupiamo contro un Festival che proclama di parlare di futuro ma che ignora temi come i provvedimenti omicidi del governo Meloni contro l’immigrazione. Occupiamo per denunciare la passività dei governi di fronte al collasso eco-climatico e la complicità criminale delle amministrazioni nel perseguire grandi opere disastrose come il tav».
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