Campi Liberi

venerdì 20 Febbraio, 2026

«Pazza non sono, voglio mio figlio»: lo strazio della detenzione nelle cartelle cliniche di Ida Dalser, la moglie fantasma del Duce

di

La prima moglie di Mussolini e il dossier del manicomio di Pergine Valsugana. Negli archivi di Asuit la diagnosi: «Sindrome paranoidea». Ma lei lottò sempre contro il ricovero
Ida Dalser con il figlio Benito Albino
Forse si innamorò a 29 anni, in quel di Sopramonte, villaggio sul versante meridionale del monte Bondone, dov’era nata il 25 agosto 1880. Di certo restò folgorata nella tarda primavera del 1913, a Milano, quando si trovò di fronte quegli occhi magnetici dell’agitatore politico che quattro anni prima, durante un comizio a Sopramonte, aveva scatenato l’iradiddio tanto da provocare una violenta reazione dei montanari devoti al trono (di Vienna) e all’altare di santa romana Chiesa. Ida Dalser era una bella donna ma soprattutto doveva avere sostanza, arguì Benito Mussolini, se «Madamoiselle Ida» si era presa la briga di passare dalla redazione dell’Avanti, dove lui faceva il giornalista, per un’inserzione ...

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